:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
SABATO 18 GIUGNO 2011
OMICIDIO DI CARMELA REA, UNA STORIA GIA' VISTA DI MASSONI E DEPISTAGGI

L’idea di scrivere questo articolo mi è venuta qualche giorno fa mentre su Rai News guardavo un dibattito interno al premio Ilaria Alpi dal titolo ‘Il filo rosso delle verità’ e nel mentre leggevo la vicenda del magistrato Paolo Ferraro che indagando sull’omicidio di Carmela Rea è giunto alla pista di una setta esoterica di stampo satanico vicina agli ambienti militari.
Quel filo rosso del dibattito allude al collegamento tra tutti i misteri italiani che ci accompagnano dal dopo guerra ad oggi, stragi e omicidi senza colpevoli o meglio senza il nome dei mandanti, dietro i quali spesso, per non usare un categorico sempre, troviamo lo zampino di uomini legati alla massoneria e ai Servizi Segreti, persone insediate nello Stato.
Ora immaginatevi un altro filo, del colore che volete, un filo più chiaro che si trova dietro il primo filo rosso. In realtà questi due fili sono in stretto collegamento tra di loro, ma se il primo filo è poco illuminato e non se ne deve parlare, il secondo filo è ancora più trascurato, lasciato totalmente al buio. In questo secondo filo troviamo persone come il magistrato Ferraro e insieme a lui altre centinaia di persone: testimoni dei più importanti misteri, famigliari dei testimoni e delle vittime, magistrati troppo liberi o troppo ‘curiosi’, persone che hanno scoperto qualcosa che non dovevano scoprire magari anche involontariamente. Queste persone le troviamo suicidate, le troviamo tragicamente morte in qualche incidente stradale, a volte palesemente assassinate, sono vittima di qualche letale malore del quale non avevamo mai sofferto prima, vengono dichiarate malate, allontanate dal posto di lavoro e accusate di intralciare la ricerca della verità soprattutto se magistrati e uomini di legge onesti.
In che senso fa parte di questo filo il magistrato Ferraro del quale nessun media ne ha menzionato la vicenda e quindi all’opinione pubblica inesistente? Il magistrato, che ha tra l’altro alle sue spalle la direzione di importanti inchieste, come ho scritto a inizio articolo, ha aperto a una nuova pista e ha a supporto della sua tesi 45 intercettazioni con i nomi di alcune persone, inoltre sostiene di aver visto Carmela Rea qualche giorno prima dell’omicidio in questura ma nonostante tutto ciò è stato destituito dal suo incarico, gli son stati dati 4 mesi di malattia e probabilmente verrà sottoposto al TSO!! Si può dire che è una persona fortunata dato che non è stato ancora suicidato, probabilmente basta questa punizione per essersi avvicinato troppo alla verità, chissà.
Di certo la storia d’Italia è piena di precedenti. Spesso questi omicidi nascosti da suicidi-incidenti sono firmati quando dietro c’è la mano di qualche organizzazione massonico – esoterica, la firma la possiamo trovare nella data dell’omicidio la quale deve essere decriptata e alcuni esperti danno indicazioni su come ciò deve essere fatto, la troviamo negli oggetti e nei simboli ritrovati sul luogo del misfatto e spesso con le vittime si segue la legge del contrappasso come nella celebre tradizione mafiosa.
Poche righe fa parlavo di precedenti. Penso al 12 Dicembre 1969,la Strage di Piazza Fontana, dove a due anni da quella data troviamo 13 morti tra i testimoni dei quali 4 suicidati, ciò destò forte preoccupazione in Falco, presidente della Corte d’Assise, che chiese maggiore celerità nel fissare la data del processo. Troviamo gente che vuole provare l’ebbrezza di buttarsi da una finestra della Questura ma abbiamo anche la cosiddetta vittima preventiva che è il sig. Muraro del quale vi invito a ricercare su internet la vicenda.
Penso alla vicenda del Mostro di Firenze, a parte le note morti di Pacciani e Narducci (con tanto di tumulazione irregolare, occultamento di cadavere e il coinvolgimento del peggio della massoneria perugina e tanti collegamenti con iscritti alla P2 come il figlio di un avvocato di Licio Gelli) abbiamo la morte di una ragazza, Elisabetta, che lavorava in un albergo dove la loggia del Narducci si riuniva, sarà trovata nuda con un coltello ‘nella regione mammellare sinistra’ e un taglio che arrivava sino al pube, suicidio. Lo psicologo di questa ragazza Maurizio Antonello, impegnato contro le sette, lo si troverà impiccato nella sua casa. Il signor Malatesta, marito di una delle amanti del Pacciani lo troveranno impiccato, anche se i piedi toccavano a terra era un suicidio. Francesco Vinci, il primo arrestato per le vicende del mostro, verrà assassinato insieme ad Angelo Vargiu, suo amico, i corpi incaprettati messi nel bagagliaio dell’auto e poi dati alle fiamme. Milva Malatesta, amante del Vinci, figlia di una donna violentata dal Pacciani, verrà massacrata col figlio di tre anni, scaraventati con l’auto in un burrone verrà loro dato fuoco. Milva Mattei, amante del figlio di Vinci, uccisa in casa e il corpo dato alle fiamme. Claudio Pitocchi, testimone che accusò il Pacciani, sbandando col motorino cadrà, sbatterà la testa e così morirà. E mi fermo circa il mostro di Firenze.
Penso a Ustica, i piloti Nutarelli e Naldini una settimana prima di essere interrogati sulla vicenda moriranno a Ramstein nel disastro delle Frecce Tricolori, il Generale dell’Aeronautica Boemio fece i nomi di persone importanti ma verrà ucciso da mani ignote in Belgio. Dettori che identificava i velivoli nella sala radar a Poggio Bellone si suiciderà, stessa sorte al sergente Parisi e al colonnello dei Servizi Segreti Ferraro. Tante altre persone informate sui fatti si suicideranno, usciranno di strada e avranno malori.
Penso alla Moby Prince, pochi anni fa un consulente tecnico che si occupa del caso è stato stordito, messo nell’auto che è stata incendiata ma è fortunatamente riuscito a svegliarsi in tempo.
Penso al caso Alpi dove uno dei pochi testimoni è stato ucciso a Mogadiscio.
In tempi più recenti e più noti a noi giovani penso al sequestro Abu Omar, Adam Bove ex funzionario Digos che collaborò sia con la magistratura di Milano che di Roma si suiciderà a Napoli. Il caso Carlo Giuliani, Placanica (una pedina ‘innocente’ nel mare di merda creato a Genova), il carabiniere che ha ucciso Carlo sbanderà e finirà fuori strada con l’auto, lui stesso parlerà di manomissione da parte di ignoti. Clementina Forleo, uscirà anche lei inspiegabilmente fuori strada, lei si salvò, in un'altra occasione sorte peggiore toccò ai suoi genitori. ThyssenKrupp, il capo dei vigili del fuoco, Mazzini, muore all’interno del Procura di Torino per un aneurisma ‘senza nessuna avvisagli precedente’. Non aggiungo un’infinità di altri casi.
Ma a questa lista aggiungerei la stessa Carmela Rea, rea (è cercato il gioco di parole!) anche lei di avere scoperto qualcosa che non doveva e le love story del marito non sarebbero altro che una sorta di depistaggio per allontanare da ciò che realmente c’è dietro. Il magistrato Ferraro parlava appunto di satanismo dietro questo omicidio. Posso solo immaginare quali sono le persone ammirate da questi e dagli satanisti in generale. Sta di fatto che Carmela Rea è stata uccisa il 20 Aprile, ricorderete tutti che sul suo corpo fu incisa una svastica (se non ve lo ricordate sfogliate gli archivi dei giornali online). Bene, andate a cercarvi una biografia qualsiasi su Adolf Hitler e guardate la sua data di nascita.Che sia una coincidenza?
Qualche mese fa in un hotel di Oristano parlavo col magistrato Ayala e mentre raccontava uno strano avvenimento dei primi anni novanta disse: ‘Che sia un caso? Io, di certo, alle coincidenze ho smesso di crederci in terza media’. Bene. Io alle coincidenze ho smesso di crederci in terza media.
Marco C.
Sitografia:
Paolo Franceschetti (primo fra tutti, persona e blog che mi ha aperto gli occhi su queste tematiche)
Corriere della Sera
Corriere della Sera
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
DOMENICA 19 GIUGNO 2011
LUNEDI' 20 CONFERENZA STAMPA DEL MAGISTRATO PAOLO FERRARO
Il CSM pone in aspettativa per infermità il Pubblico Ministero che aveva denunciato una setta riconducibile ad ambienti militari. Conferenza stampa del Magistrato il prossimo lunedì.
Roma, 17 giu – Il Consiglio Superiore della Magistratura – nella seduta di ieri - ha deliberato di collocare in aspettativa per infermità, per quattro mesi, il Pubblico Ministero di Roma Paolo Ferraro. Il provvedimento è stato adottato con una procedura d’urgenza, motivata dalla asserita gravità ed attualità dell’ inidoneità del magistrato «ad adempiere convenientemente ed efficacemente ai doveri del proprio ufficio».
Contro detto provvedimento, avente efficacia immediata, i legali del dottor Ferraro, Mauro Cecchetti e Giorgio Carta, hanno annunciato un ricorso al TAR Lazio, che sarà presentato nei primi giorni della prossima settimana.
«Il procedimento cautelare seguito dal CSM – riferiscono gli avvocati del magistrato – risulta non solo costellato di violazioni delle garanzie difensive, ma addirittura atipico, perché non previsto da alcuna norma, nonché arbitrario, atteso che non risulta fondato su alcuna perizia medica, se non una risalente al 2008 che, peraltro, attestava l’idoneità allo “svolgimento di attività professionali anche complesse”. Il CSM, poi, ha stranamente ritenuto ininfluenti le numerose perizie mediche di parte del 2011 - attestanti la specifica idoneità ed anzi qualità intellettuale del magistrato – ed ha ignorato una denuncia analitica e argomentata depositata in atti, che evidenzia fatti gravissimi a suo danno patiti dal 2009 in poi. In definitiva, il CSM ha fondato il provvedimento cautelare sulle dichiarazioni di alcuni colleghi dellaprocura di Roma , con i quali il nostro assistito è notoriamente in contrasto proprio per effetto delle sue denunce».
Il provvedimento del CSM prende le mosse dalle denunce presentate dal dottor Ferraro circa l’esistenza di «una setta satanica massonica esistente in ambito militare» che, secondo la sua prospettazione, potrebbe avere connessioni anche con i fatti di Ascoli Piceno, concernenti l’assassinio di Melania Rea.
Il magistrato ha annunciato che, unitamente ai suoi legali, rivelerà dati, fatti, vicende patite nonché l’anomalia del procedimento cui è sottoposto in una conferenza stampa che si terrà lunedì 20 giugno, alle ore 16,00, presso lo studio dell’avvocato Giorgio Carta a Roma, viale Bruno Buozzi 87.
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
GIOVEDÌ 23 GIUGNO 2011
Accesso sospetto account Furia Rossa
Due giorni dopo l'articolo su Carmela Rea c''è stato un tentativo di accesso sospetto nell'account Facebook de La Furia Rossa.
Aperta la homepage, FB rispondeva così:
Il tuo account è stato bloccato in via temporanea.
Qualcuno di recente ha tentato di accedere al tuo account da un dispositivo o da un luogo non riconosciuto. Conferma di essere stato/a tu.
Accesso sospetto all'account
Di recente è stato effettuato l'accesso al tuo account da una posizione sconosciuta. Ti preghiamo di controllare le seguenti attività:
Nei pressi di Istanbul, TR (Ieri alle ore 10.10) da Firefox per Win7
Non ci era mai successo dal 2009 a oggi.
Che sia una coincidenza?
Cosa Volevano?
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
GIOVEDÌ 23 GIUGNO 2011
Servizio Conferenza stampa del Pubblico Ministero Paolo Ferraro
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
DOMENICA 26 GIUGNO 2011
SMANTELLATO LO STUDIO DI PAOLO FERRARO, CARTAGO DELENDA EST
A tempo di record smantellato, svuotato e privato di strutture ( computers, fax ) e personale l’ufficio del dottor Paolo Ferraro.
Il 16 Giugno èra stato dal CSM “solo” messo “ cautelativamente “ in aspettativa per due mesi e per altrettanti posto quindi forzosamente fuori ruolo.
Aveva denunciato la probabile esistenza di una setta satanica in ambienti militari con collegamenti, coperture e connessioni possibili.
Aveva denunciato la probabile esistenza di una setta satanica in ambienti militari con collegamenti, coperture e connessioni possibili.
E la mente torna al cuore dell’Europa, negli anni venti del secolo passato, solo che traspaiono ben più ampie colleganze: oggi, è tutta un’altra storia.
Il provvedimento preso correndo contro il tempo, con una sequenza procedimentale costellata da violazioni del diritto di difesa, contro dati e copiose certificazioni sentendo magistrati direttamente coinvolti dai fatti, e quattro aggiunti.
A “fondamento“ della abnorme misura, contraddetta macroscopicamente dal testo dell’art 3 del decreto che disciplina la materia, semplicemente insinuazioni e giudizi di “non verosimiglianza” o di 'cripticità', propalati senza conoscere fatti e dati, non motivati in concreto, ma allineati ad una lettera mandata al CSM da persona coinvolta.Il provvedimento preso correndo contro il tempo, con una sequenza procedimentale costellata da violazioni del diritto di difesa, contro dati e copiose certificazioni sentendo magistrati direttamente coinvolti dai fatti, e quattro aggiunti.
A titolo di esempio l'assurdo : la Procura rilascia dichiarazioni sulla morte dell'Ardeatina ed indica come pista accreditata quella di una setta satanica in articolo apparso sul venerdì di Repubblica, quando lo dice il dott. Ferraro viene indicato come accostamento "criptico" dallo stesso aggiunto che ha fatto filtrare la notizia, e che fù analiticamente informato: siamo alla pantomima.
In atti vi è un memoriale analitico, approfondito concreto, e i magistrati sentiti parlano di cose strane e criptiche, il dott. Ferraro analizza documenti e rivista quindicinale trovati nella casa, è al corrente di una militanza e di un gruppuscolo e di diffusione nel quartiere laurentino, un aggiunto si permette di citare quel fatto preciso come una stranezza criptica; certo se fosse stato il Messaggero non avrebbe osato .
Il tutto a fronte di quanto invece dettagliatamente denunciato dal magistrato e neanche riferito nel provvedimento adottato dal CSM, che racconta di precedenti informazioni fatti e documenti smentiti con dovizia di argomentazioni e documentazioni non confutabili.
Ebbene il 16 il CSM emette il provvedimento, notificato il 17 mattina, in pari data viene emessa, ma trasmessa solo il 20, una circolare interna che riassegna i fascicoli pendenti disperdendoli tra tutti i magistrati dell’ufficio e richiede al personale del dott. Ferraro di prepararne gli elenchi.
Il magistrato, non appena notiziato interrompe il 17 mattina la emissione di provvediment. Mentre il personale si appresta a scaricare il lavoro già definito e preparare gli elenchi relativi, lo " smantellamento".Ebbene il 16 il CSM emette il provvedimento, notificato il 17 mattina, in pari data viene emessa, ma trasmessa solo il 20, una circolare interna che riassegna i fascicoli pendenti disperdendoli tra tutti i magistrati dell’ufficio e richiede al personale del dott. Ferraro di prepararne gli elenchi.
Una cosa mai vista negli uffici giudiziari. Ma è è possibile temere tanto la intelligenza di un solo uomo ?! Un illuminato per bene da temere ?!
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
DOMENICA 3 LUGLIO 2011
INTERVISTA A GIORGIO CARTA, LEGALE DI PAOLO FERRARO
Nonostante questo dato di fatto ci teniamo a sottolineare la nostra estrema contrarietà all'esistenza stessa di questa formazione neonazifascista come di tutte le altre che si richiamano ai "valori" di quel passato storico, organizzazioni palesemente anticostituzionali da mettere al bando, bravi picchiatori e fomentatori d'odio razziale.
Di seguito l'intervista:
(ASI) Recentemente il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) ha adottato un provvedimento di sospensione dal servizio per quattro mesi nei confronti del PM Paolo Ferraro, poiché ritenuto inadatto a continuare nello svolgimento delle proprie mansioni.
Il Csm ha motivato la decisione adducendo una presunta infermità mentale del PM, il quale però respinge l'addebito e rilancia: l’esclusione sarebbe da ricondurre a un'indagine evidentemente scomoda da lui stesso condotta. L'indagine in questione riguarda l’esistenza di una setta satanica - i cui interpreti sarebbero anche esponenti dell'esercito - che potrebbe per giunta esser legata ad una notizia di cronaca nera che ha turbato l'Italia, ovvero l'omicidio di Melania Rea. Agenzia Stampa Italia ha tentato di far luce sulla vicenda del PM, faticando tuttavia non poco a districarsi in un ambito curiosamente sottaciuto o quasi dagli altri media. Al fine di comprendere meglio la questione, chiarendone i contorni e i possibili sviluppi, abbiamo contattato il legale di Paolo Ferraro, l'Avvocato Giorgio Carta.
Avvocato, durante la conferenza stampa tenutasi nel suo studio la settimana scorsa lei ha definito il procedimento cautelare seguito dal CSM all'indirizzo del suo assistito "costellato di violazioni delle garanzie difensive e atipico". Può spiegarci quali sono le anomalie che ha riscontrato?
Innanzitutto, vi ringrazio per l'attenzione che rivolgete alla vicenda del pm Paolo Ferraro. Se si considera la gravità dei fatti denunciati, infatti, appare quanto mai sospetto il silenzio serbato dalla stampa ufficiale (fatta eccezione, per ora, per SKY tg24). Un silenzio che, paradossalmente, rafforza la convinzione del pm Ferraro di avere imboccato una strada plausibile nonché la sensazione che non meglio definiti “poteri forti” stiano boicottando la veicolazione della notizia. Tutto il contrario sta accadendo in rete dove sono invece numerosissimi i sostenitori del magistrato che, tramite un incessante passaparola, stanno capillarmente diffondendo la notizia. Ciò premesso, c'è da rimanere perplessi per le modalità, a dir poco frettolose e sommarie, con le quali il CSM sta conducendo il procedimento di dispensa dal servizio per infermità nei confronti del dottor Ferraro, da sempre giudicato uno dei migliori magistrati della procura romana. Si consideri, a titolo di esempio, che alcune convocazioni del magistrato sono state fatte solo il giorno prima o, addirittura, con un anticipo di poche ore. Ciò ha determinato l'impossibilità dello stesso di partecipare ad alcune importanti fasi del procedimento con l'assistenza del difensore e del proprio consulente di parte, che nella fattispecie è il professor Francesco Bruno. Desta perplessità il fatto che il CSM non abbia aderito ad alcuna richiesta di rinvio o di rinnovazione delle sedute, neppure di quella convocata la mattina stessa con un fax. Si consideri anche che l'odierno collocamento in aspettativa è stato motivato da asseriti motivi di salute, non suffragati da alcun certificato medico se non uno del 2008, che peraltro attesta la piena salute del dottor Ferraro. Al contempo, risultano ignorati numerose relazioni mediche di parte che certificano la perfetta salute dell'interessato.
Il provvedimento del CSM evoca una vicenda simile accaduta nel 2008, nella quale il dottor Ferraro denunciò il "plagio" della compagna che sarebbe stata indotta a svolgere attività di prostituzione all'interno della propria abitazione. Lei cosa ci dice di quella vicenda?
Va premesso innanzitutto che, nel caso di specie, non si fa questione di indagini svolte dal dottor Ferraro nella sua qualità di pubblico ministero, ma di denunce sporte dal medesimo quale testimone accidentale e parte offesa di reati, inaspettatamente archiviate a Roma. In ogni caso, nelle denunce non si fa questione di attività di prostituzione, ma di rapporti sessuali verosimilmente rientranti nella liturgia di riti satanici. Infine, va detto che trattasi sempre del medesimo filone che nel 2008 viene archiviato su richiesta della procura di Roma, ma che viene successivamente fatto oggetto di ben quattro procedimenti oggi pendenti presso il tribunale di Perugia.
Il dottor Ferraro adduce prove multimediali, che consistono in registrazioni audio, per dimostrare la veridicità dell'indagine. La magistratura come considera queste prove?
I file audio in questione, purtroppo di scarsa qualità, ad avviso del dottor Ferraro, a Roma non sono stati esaminati con le opportune tecniche e strumentazioni, con la conseguenza che se ne è disconosciuta l'oggettiva rilevanza. L'interessato ha, però, provveduto a ripulirli per facilitarne l'ascolto e li ha versati agli atti della Procura di Perugia che attualmente conduce i procedimenti pendenti.
Intorno ai contenuti di queste registrazioni audio c’è molta curiosità, essendo trapelate informazioni inquietanti. Potrebbe rivelarci di cosa si tratta precisamente?
Preferirei al momento non svelare la risposta alla sua domanda, anche se comprendo la legittima curiosità.
Ci conferma che il dottor Ferraro avrebbe subito minacce - anche piuttosto invasive - finalizzate a dissuaderlo dai suoi propositi investigativi?
Il dottor Ferraro ha denunciato strani accadimenti che lo hanno riguardato all'indomani della presentazione della prima denuncia, come la visita di personaggi sconosciuti, dalla chiara estrazione militare, contatti personali di sconosciuti, ma anche uno strano incendio divampato sul terrazzo della sua abitazione. Senza contare gli inviti di taluni personaggi eccellenti a desistere dall'approfondire la vicenda.
A suo avviso queste pressioni sono da ricondurre alla potenzialità destabilizzante nei confronti di alte sfere istituzionali che avrebbe l'inchiesta condotta dal PM?
E’ l'ipotesi più verosimile, a meno di non congetturare improbabili coincidenze fortuite tra la presentazione della denuncia e taluni fatti anomali.
Teme che la sospensione per quattro mesi possa tramutarsi in una definitiva estromissione dalla magistratura? Quali saranno le vostre prossime mosse legali?
Più precisamente trattasi di un collocamento in aspettativa d'ufficio, per motivi di salute. Il provvedimento ha una dichiarata natura cautelare ed e` stato congegnato come provvedimento d'urgenza, anticipatorio degli effetti del procedimento di dispensa tuttora in corso. Contro tale provvedimento, abbiamo proposto ricorso al TAR Lazio chiedendone la sospensione, anche in considerazione del fatto che nessuna norma attribuisce al CSM la potestà di emanare provvedimenti cautelari, ammesso e non concesso che davvero sussista l'urgenza di privare con effetto immediato il dottor Ferraro delle proprie funzioni di magistrato. Siamo in attesa della fissazione dell'udienza cautelare.
Lo stesso Ferraro ha ipotizzato che la sua indagine possa intrecciarsi con l'omicidio di Melania Rea. Egli sostiene di aver visto la ragazza all'interno della Procura di Roma pochi giorni prima della sua uccisione, avvenuta in un bosco presso Ripe di Civitella. Può aiutarci a comprendere meglio questo passaggio?
Al momento non possiamo dire di più, ma confermo che il dottor Ferraro assume di aver incontrato la povera Melania Rea od una sua perfetta sosia nei corridoi della procura, pochi giorni prima della sua scomparsa.
Come spiega la scarsissima copertura mediatica che ha avuto la misteriosa vicenda del suo assistito, nonostante abbiate svolto una conferenza stampa per concederle risonanza? Ricollega il disinteresse dei media al presunto coinvolgimento di alte sfere istituzionali?
Con tutto il rispetto per i tanti giornalisti seri e coraggiosi, sono ormai abituato né più mi sorprendo del fatto che in Italia sia pressoché bandito il giornalismo d'inchiesta e che siano all'unisono ignorate e messe in sordina le notizie scomode per i cosiddetti poteri forti. Questo fenomeno raggiunge l'acme allorché si faccia questione di ambienti militari, in riferimento ai quali la censura diventa assolutamente impenetrabile. Sono anni che denuncio gli abusi e le ingiustizie consumati nel mondo militare ma bene che vada, mi trovo davanti a giornalisti che si appassionano alla storia, ma che poi scompaiono o mi telefonano per riferirmi con imbarazzo che i rispettivi direttori hanno bloccato la notizia. Potrei citarle numerosi casi. La conseguenza è, per esempio, che in Italia si suicida più di un carabiniere al mese ma nessun giornale ne parla, così la gente crede ancora nella favola dei carabinieri privilegiati e felici e della grande famiglia dell'Arma. Da ex ufficiale dei carabinieri, le posso assicurare che trattasi di una bugia, di una leggenda metropolitana di successo, priva di alcun riscontro nella realtà. Lo riprova il fatto che la conferenza stampa tenuta per il caso Ferraro ha visto la partecipazione di numerosi giornalisti, ma alla fine hanno diffuso la notizia solo SKY tg24, la rivista Carabinieri d'Italia Magazine e il portale leader dell'informazione militare grnet.it, di Giuseppe Paradiso. Le altre testate nazionali hanno chiesto e ottenuto ogni delucidazione, ma poi si sono defilate, come sempre accade quando si tenta di informare i cittadini sulle condizioni del mondo militare.
Il caso, ignorato o quasi dall'opinione pubblica, ha scosso tuttavia la Procura di Roma. Qualche magistrato sta esprimendo vicinanza al proprio collega? Al di fuori dell'ambito professionale invece, avete ricevuto solidarietà da parte di qualcuno (associazioni, comitati, partiti politici)?
La Procura di Roma ufficialmente non ha commentato la vicenda, ma è normale che segua invece con molta attenzione l'evolversi della vicenda. La solidarietà espressa finora al dottor Ferraro è sorprendente. Riceve continui contatti di sostenitori e di cittadini che lo invitano a non mollare. Voglio in particolare ringraziare quei giovani di Forza Nuova che hanno silenziosamente manifestato sotto il mio studio il giorno della conferenza stampa. Sono nate pagine spontanee su facebook che invitano il dottor Ferraro a non arrendersi. Su internet, basta cercare con qualsiasi motore di ricerca per avere cognizione della grande solidarietà riscossa dal dottor Ferraro.
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
LUNEDI' 18 LUGLIO 2011
Intervista a Paolo Ferraro, magistrato sospeso misteriosamente dal Csm
Come rivelato ai microfoni di SkyTg24, Lei sostiene di aver riscontrato in prima persona, durante il Suo periodo di residenza presso la cittadella militare della Cecchignola, comportamenti ed attività “non normali”, scoprendo un mondo “sotterraneo, sconosciuto, poco chiaro, ambiguo, fumoso”. Attenendoci chiaramente ai limiti imposti dal segreto istruttorio, può dirci più nel dettaglio cosa ha scoperto attraverso le sue indagini?
Sporsi a suo tempo nel Novembre 2008, una Denuncia immediata, avendo proceduto ad un primo ascolto di registrazioni audio relative a sei mattine e due pomeriggi, registrazioni che effettuai avendo acquisito una serie di elementi che lasciavano sospettare una “ situazione ambientale” inquietante. Ebbi dichiarazioni conformi che la disegnavano a grandi linee , e feci ascoltare l’audio sia ad un ufficiale di P.G. particolarmente qualificato, che ad una psicologa incaricata tramite avvocato che ritenevo di fiducia, psicologa cui avevo conferito il compito di un sostegno esterno e affiancamento, ovviamente alle persone da me ritenute vittime dirette o indirette.La qualità dell’audio non era ottimale, anzi era mediocre, sicché indicai subito la necessità di procedere ad elaborazione del volume ed ad un attento ascolto tramite programmi adeguati. Sia l’Ufficiale di P.G., a titolo di amicizia e stima personale, che la psicologa, vagliarono la evidente anormalità della situazione ed anzi quest’ultima in un ascolto durato più di due ore e mezza fornì valutazioni, preoccupate, mentre l’Ufficiale di P.G. parlò di un fenomeno collettivo complesso e allarmante. Dall’ascolto attento emergevano attività già indicate nella conferenza ma più in particolare la possibilità di individuare uso di sostanze, tecniche o procedure verbali a prima vista inquadrabili come volte al condizionamento dei soggetti che li ricevevano, ma soprattutto un contesto veramente anomalo con ingresso di numerose persone di varie età, senza suonare prima, ed utilizzando chiavi in loro possesso ed una posizione di soppesabile assoggettamento della persona che abitava nell’appartamento. Il tutto secondo una analisi fonica poi progressivamente approfondita da me e da un perito fonico cui diedi il solo incarico di trascrivere quanto emergeva dalla sola prima registrazione. Comunque alcune frasi apparivano curiosamente pronunciate dagli astanti con tono metrico cadenzato o musicaleggiante, in un paio di casi per fonemi riconducibili a linguaggio “medievalistico”, e colpivano altresì alcune frasi tipiche sintetiche espresse come comandi brevi cui di norma le risposte erano un assenso implicito ovvero dei “si” che colpivano per atonia ed inespressività. Tra i comandi ricorrente una espressione “nessuno vi è adesso” ovvero “ se andiamo via non c’è nessuno”, ovvero “ dobbiamo apparire, dobbiamo riapparire”, ma l’elenco sarebbe lungo. Il contesto sembrava ad un ascoltatore inesperto come io ero farneticante, torbido, non riconducibile ad esperienze ordinarie. Anche le modalità di interazione verbale dei soggetti erano talmente inusuali, talvolta cupe, e vocalmente atipiche da lasciare interdetti. Tutto ciò non fu sentito dalla P.G. incaricata. Ma vi erano complessivamente nelle registrazioni più di dieci tra adulti, maschi e donne, e almeno quattro non adulti. Almeno otto i nomi pronunciati. Nelle registrazioni “per decreto” emergevano “frasi, parole e rumori riconducibili alla normale attività quotidiana di una persona all’interno della propria abitazione”. E la persona autrice dei racconti ma assoggettata negò poi tutto. Nessuno gli contestò quello che si sentiva. Ma io avevo altri accertamenti fatti, alcune registrazioni di telefonate o colloquio tra presenti, sms ed e-mail utilmente valutabili, feci accertamenti ricordando particolari a suo tempo raccontati, e, dopo l’archiviazione del procedimento, rimasto sbalordito, elaborai le basi audio potenziandone il volume ed estrapolando circa 45 frasi e contesti divisibili sulla base di una precisa griglia logica di classificazione. Non posso dire altro, oltre che a suo tempo solo alcuni amici miei ascoltarono e mi confermarono l’ascolto mediante adeguato strumento audio. Feci una parziale discovery con gli “interessati” e come mi era successo nel Gennaio del 2009 accadde un qualcosa, uno strano incendio sul terrazzo della mia casa in villetta che mi spinse ad andarmi a lamentare della circostanza con l’ufficio mio, che mai mi aveva ascoltato direttamente, né aveva valutato in alcun modo la massa del materiale di prova o indiziario da me raccolto. Il giorno dopo, trasecolando, subii una proposta di TSO eseguita a tempo di blitz in forma coattiva, in assenza di ogni presupposto di legge formale e sostanziale. Quanto segue è anche oggetto di procedimento penale, solo poi scopersi di rapporti intrecciati a mia totale insaputa e alle mie spalle e del ruolo di uno psichiatra che aveva preparato per lo strumento alcuni miei parenti in rapporti comprensibilmente complessi con me. Oggi so che modalità, tempistica, organizzazione e metodi hanno clamorose conferme anche in clamorosi precedenti, basta documentarsi. Ad oggi molte persone hanno valutato, condiviso valutazioni e pubblicato articoli coraggiosi, fedeli e suggestivi per la suggestività della storia, su internet, nel silenzio assordante di una certa stampa cartacea ufficiale.
Se fosse confermato un simile quadro dei fatti, questo sconvolgente scenario esoterico potrebbe allargarsi anche ad altri ambienti militari ed è pertinente ipotizzare dei collegamenti internazionali con simili organizzazioni “deviate” nel resto del mondo?
Ero concretamente a conoscenza di viaggi a nord, e verso Napoli. Del pari di una possibile forma, apparenza politico–militante del gruppo, della presenza ragionevole di ufficiali, alcuni dei quali individuabili foneticamente o perché da me osservati, della presenza tra essi di un uomo dalla voce autorevole arrogante la cui attribuzione a persona è possibile tramite un quadro indiziario concreto e riscontrabile. Fatti concreti, elementi verificabili, non altro. Incredibilmente quando, uscito da un silenzio costretto, raccontai di fatti, contesto, conseguenze patite, trovai un atteggiamento di assoluta volontà di non ascoltare. Fatti precisi indicati sarebbero diventati “frasi criptiche”, “allusioni incomprensibili”, o giudizi “sommari” di assoluta “inverosimiglianza”. Chi li ha pure riportati davanti al CSM, che ha fondato su tali giudizi un provvedimento grave di sospensione cautelare, a fronte di statistiche ineccepibili e numerose certificazioni di sostanziale perfetta salute, non ha tenuto conto di chi fossi, della mia storia, delle mie note capacità, della circostanza peraltro a loro non nota, che era stato depositato un memoriale analitico, chiaro e riferito a fatti oggettivi in una Denuncia a Perugia. La situazione derivatane è assurda, ma presagisco molto di più. È tutto quello che mi è accaduto dal 2009 in poi, pressioni, intimidazioni indirette, inviti ripetuti a tacere, e gli eventi dal Marzo ad oggi che hanno squarciato ulteriori veli. In particolare è vero che io ho notato una donna talmente tanto simile a Carmela Rea in un orario non d’ufficio nei corridoi della procura di Roma, da farmi affermare ancora oggi che era lei o potrebbe essere una sosia e comunque nessuno mi ha mai detto chi fosse, perché fosse accompagnata ad un colloquio riservato alle 19 di sera. Alcuni articoli su internet lanciavano ipotesi parallele alle mie rilevazioni, in Roma, ma soprattutto su internet venne fatto il nome di un alto Ufficiale dell’Esercito e qui debbo fermarmi.
Il provvedimento che ha più lasciato interdetti è stato indubbiamente la sospensione per un periodo di quattro mesi, stabilita dal CSM lo scorso 16 giugno, ufficialmente “per gravi motivi di salute”. Come spiegate questa decisione e quali saranno le principali armi giuridiche cui ricorrerete per opporvi alla decisione?
La decisione, purtroppo si spiega da sola per abnormità, atipicità, essendo carenti entrambi i requisiti rigorosamente chiesti per un provvedimento di dispensa dal servizio . Ma intendo precisare che in casi del genere disinformazione, assenza di conoscenza di dati reali e presunta attendibilità di indicazione fornite da vertici di uffici, o da presunti autorevoli soggetti con responsabilità “politiche” tra i magistrati può avere influito. Il provvedimento allinea documenti, che risultano oggettivamente e criticamente essere destituiti di fondamento, allegando indizi concreti, prove documentali e informazioni ignote al CSM. Quello che colpisce è che sembra che nulla sia accaduto, tutto viene inanellato lasciando fermi, errori valutativi, disinformazioni su fatti precisi. Ma agli atti della commissione è stato depositato un memoriale approfondito, in copia, neanche letto, sembrerebbe. Ma continuo ad avere fiducia che fatti e dati verranno realmente approfonditi. Se mancherà l’approfondimento necessario, ne potremo trarre varie altre conclusioni. In questa vicenda è a me apparsa evidente una particolare “collocazione” di due magistrati e ho dovuto fornirmene una approfondita spiegazione, che si riverbera sul rilievo e sulla importanza generale dei fatti. Un probabile epicentro. Ma è proprio la magistratura a dovere indagare e valutare. E se non si indaga a fondo non si valuta e se non si valuta non si indaga. Ma se si colpisce chi ha valutato a fondo per conto suo, e ormai indirettamente tutti quelli che condividono valutazioni ed altro, i ragionevoli inquadramenti e le ipotesi accertabili si fanno prospettive concrete. Inquietanti, e perciò io chiedo al CSM di dissipare veli e dubbi e di vagliare fino in fondo, a tutela della immagine e credibilità dell’organo di autogoverno della magistratura
Paolo Ferraro risulta essere, da più fonti, un magistrato integerrimo e molto stimato nel suo ambiente di lavoro. Dopo la sentenza del CSM, quali sono state le reazioni dei suoi amici e colleghi? Ha percepito degli improvvisi cambiamenti in alcuni dei suoi rapporti inter-personali?
Vi è stato sgomento, sbigottimento, incredulità , nei miei confronti, e preoccupazioni per me, per sé e generali: come starà, ammesso che stia male come dice il vertice dell’ufficio, ma se la vicenda è vera in tutto od in parte riscontrabile, se gli hanno fatto quello che ha poi denunciato, cosa può succedere anche a noi , se lo appoggiamo o se ci trovassimo per sbaglio in una situazione analoga ?!. Ma lo stupore nasce da un prevalente meccanismo di autodifesa psicologica: non voglio , non posso credere, ho paura di credere e ragionare su questi fatti .Avete parlato mai con un malato terminale , che discetta di influenza non curata bene o di piccola bronchite, la speranza e la paura si tramutano in negazione psichica dei fatti, della realtà.
Ma chi ha mai parlato di credere . Ho detto, sappiate, verificate ascoltate , valutate . La paura , per me, per la storia, per l’immagine dell’ufficio, per sé è per ora, prevalsa, ma nell’ambito ristretto e solo in parte. . Non sono invece mancati abbracci, in bocca al lupo, affermazioni di profonda stima, da magistrati, avvocati e proprio da carabinieri che non lavorano a stretto contatto con me. La frase detta circa quattro mesi fa, senza preavviso, .” noi stiamo con lei “ e accompagnata da una duplice forte stretta di mano. Io un po’ sbigottito, come ha fatto a spargersi la voce, visto il cupo silenzio che circondava la vicenda ..?! il tono ?! Di chi sa di che storia si tratti , e molti sanno, ritengo, della valenza generale della vicenda:, un giovane brigadiere di una stazione CC, sapeva tutto ed alla mia occasionale mera battuta sulle UAV ( unità di addestramento ) ha fatto dei cenni inequivoci. So per certo che molti sanno ,e molti anche senza avere un ruolo qualunque. E allora se di una vicenda strana, coinvolgente in apparenza solo due palazzine , sanno in tanti, in varie parti, come può essere un fatto solo locale ?Non lo è, ragionevolmente, e molto dipenderà dalle indagini di Ascoli Piceno (e a Teramo un celebre processo ormai conclusosi in Cassazione sull’esercito bianco , a Roma un procedimento di fatti e luogo omologhi, del 2000 , e altri avvocati stanno raccogliendo le tracce generali nella recente storia giudiziaria in merito a circostanze che sembrano rinforzare la lettura unitaria del fenomeno).
Questa vicenda è appena agli inizi e la battaglia che si appresta ad affrontare potrebbe non essere delle più semplici. Nella rete, molti cittadini ed una parte dell’informazione non-mainstream si sono stretti intorno a lei, mostrando grande attenzione e stima per la sua storia. Quali sono le aspettative e le speranze di Paolo Ferraro, sia come magistrato sia come uomo?
Verificare e capire, allargando conoscenze e raccogliendo sensibilità e disponibilità. In fondo si tratta solo di una struttura a base di setta, di gruppi di militari, di impossibilità di accertare, di un magistrato della capitale sottoposto a TSO, e su tutto il resto “trasversali dubbi”… un polpettone saporito non addentabile agevolmente, ma siamo a dieta, il cuoco è un “visionario”, meglio non fare indigestioni.
I curiosi che credono alla democrazia ed ai suoi valori però non la pensano così. Si costituiranno in COMITATO DD, per la difesa della democrazia: valori cristiani, valori laici, programmi contro le massonerie nere ed i poteri occulti, avvieranno un processo di avvicinamento e fusione. Rotta la crosta polare, subito, prima di subito, và avviato il nuovo processo di fusione per creare una solida trasparente base democratica: una Italia dei valori VERI, democratici e non delle corporazioni forti. Mi viene da dire a tutti: i poteri occulti sono onnipotenti (minaccia “appresa”) e controllano tutto?! Internet no, non ancora. Se facciamo il conto delle teste votanti, non saranno certo la maggioranza. E se fosse possibile ridare la democrazia al nostro paese?!