domenica 27 febbraio 2011

Droghe: Scienza e Legge non concordano (Oristano 4 Marzo)


Venerdì 4 Marzo avrà luogo al Liceo Classico De Castro dalle ore 16:45 l’assemblea, aperta a tutta la popolazione, dal titolo “Droghe: scienza e legge non concordano” (con particolare riferimento alle droghe leggere), organizzata dai Giovani Comunisti della Federazione del PRC di Oristano.


Il tema della droga è sempre rientrato nella così detta “questione giovanile” tanto ieri quanto oggi. I dati attuali parlano di un preoccupante aumento dell’utilizzo di sostanze stupefacenti e soprattutto di un abbassamento dell’età dei consumatori.

Da una parte, quindi, l’età delle prime canne, accompagnata da un consumo inconsapevole, si abbassa sempre di più, mentre dall’altra i giovani che fanno uso di cannabis vengono criminalizzati senza mezzi termini e repressi da deprecabili politiche proibizioniste.


In questo incontro non ci interessa discutere se far uso di cannabis sia giusto o sbagliato.

Ci interessa non chiudere gli occhi sul fatto che l’utilizzo di questa sostanza sia la quotidianità per migliaia e migliaia di giovani, disoccupati, studenti, lavoratori di ogni ceto sociale ; ci interessa discutere scientificamente dei suoi effetti andando oltre le verità ufficiali e sfatando i luoghi comuni (“tutte le droghe sono uguali”, “l’uso di cannabis è il primo passo verso droghe più pesanti”, etc.) ; ci interessa mettere in luce l’antiscientificità, le contraddizioni e il totale fallimento delle politiche proibizioniste e in particolare della legge Fini-Giovanardi.

Quest’ultima come tutte le leggi proibizioniste del passato ha fallito perché, come i fatti dimostrano, massimalizza i danni senza minimamente ridurre il problema, riempie le carceri di consumatori (giovani e non) trattando i tossicodipendenti come il peggio del peggio e in tutto questo chi dice grazie sono le bande criminali, le narcomafie che si arricchiscono con il mercato nero (gli introiti derivanti dallo smercio di sostanze stupefacenti rappresentano circa un decimo del pil italiano).


I lavori inizieranno alle 16;45 con la proiezione di un breve filmato e a seguire ci sarà l’intervento del prof. Gian Luigi Gessa, docente di Neuropsicofarmacologia all’università di Cagliari, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo per la sua prestigiosa attività.

Interverrà una delegazione dell' “Associazione per la Sensibilizzazione sulla Canapa Autoprodotta in Italia” e poi si darà avvio al dibattito.


VI INVITIAMO A DIRE LA VOSTRA SU QUESTO TEMA COMMENTANDO IL POST.

Gli ultimi giorni di Paolo Borsellino. Gli studenti di Oristano tra memoria e sete di verità

di Caterina Cossu

Il giornalista Lorenzo Baldo parla con la voce ferma ai ragazzi del Liceo Classico De Castro di Oristano. «È stato molto difficile per me reggere l'emozione del racconto di chi aveva conosciuto Paolo Borsellino, come la fotografa Letizia Battaglia, che negli anni ’80 documentava la mattanza. Fu lei a raccontarmi che nella sua ultima conferenza stampa alla Biblioteca comunale era palpabile che sarebbe stato il prossimo a morire. Come è stato difficile vedere piangere Leonardo Guarnotta, oggi presidente del Tribunale di Palermo ma allora con Borsellino nel pool antimafia che fondò Antonino Caponnetto». Gli studenti lo ricambieranno alla fine con un applauso interminabile. Gente di Sardegna, che non ha vissuto il coprifuoco e i cadaveri crivellati nelle strade. Ragazzi che erano poco più che bambini quando trovarono il corpo di Borsellino dilaniato in pezzi disseminati per via D’Amelio, il 19 luglio del 1992. Ma giovani che oggi, insieme agli adulti, hanno «un debito morale nei confronti di questi martiri che sono morti per dare vita al loro sogno, la verità».
L’occasione è quella di presentare il suo nuovo libro, scritto a quattro mani con Giorgio Bongiovanni, “Gli ultimi giorni di Paolo Borsellino”, edito da Alberti e la cui prefazione è stata scritta dal magistrato Antonio Ingroia. Ma è un momento per portare indietro il tempo a quegli ultimi 57 giorni di vita di Paolo Borsellino: «Giorni in cui era talmente turbato che una sera portò la moglie senza scorta alla sua casa al mare per condividere con lei una piccola parte delle sue angosce – racconta Baldo – giorni nei quali ripeteva di “vedere la mafia in diretta” e di avere capito tutto della strage di Capaci». E quel 19 luglio 1992, mentre si preparava per andare in via D'Amelio, così come raccontano i familiari «era sereno, trasmetteva una pace interiore che può essere riassunta solo con una parola: amore. Per la sua famiglia, per la giustizia e per la verità». Il libro è diviso in due parti, la prima emozionale dove si entra a contatto con l’uomo, religioso e integerrimo. L’altra più tecnica, dove si possono approfondire le dinamiche e i fatti che determinarono la condanna a morte di Borsellino. «L’accelerazione è la chiave per capire che la strage di via D’Amelio è anomala rispetto a tutte le stragi di mafia – spiega Baldo – e fu anche un’intervista all’emittente francese Canal Plus, nella quale il giudice lasciava intravedere che c'erano nuove indagini su mafiosi in contatto con futuri esponenti politici, che possibilmente accelerò la strage di via D'Amelio. Anni dopo quell'intervista verrà acquisita al processo contro il senatore Marcello dell'Utri e i giudici scriveranno che quelle stesse dichiarazioni potrebbero aver contribuito ad accelerare la sua morte».
A distanza di quasi vent’anni, siamo andati ben oltre la trattativa tra Stato e mafia e ormai è palese la loro commistione. Dall’altro lato, si riconoscono falsi e veri pentiti, su cui la magistratura sta facendo luce, fortunatamente prolificano associazioni antimafia come Addiopizzo o il movimento delle Agende rosse di Salvatore Borsellino: «Dobbiamo fare in modo che le idee di Falcone e Borsellino camminino sulle nostre gambe – conclude Baldo – uniamoci, organizziamoci, informiamoci e studiamo la nostra storia recente, comportiamoci tutti i giorni da cittadini onesti, per far risorgere il nostro Paese dalle macerie di questi tempi oscuri».

La scuola e la provincia di Oristano/2


Lo avevamo esortato fortemente poco più di un mese fa il caro San Macario e pare abbia riferito (in parte) al figlio che abbiamo chiesto di seguire. Infatti Serafino Corrias - assessore alla pubblica istruzione per la provincia di Oristano in quota PDL - all'assemblea d'Istituto del Liceo De Castro ha fatto qualche allusione al nostro blog dicendo di stare attento a ciò che scriviamo.
Nella stessa assemblea ha fatto un ulteriore e ottima promessa di impegno.
Noi per precauzione e senza il minimo pessimismo la mettiamo qui per iscritto:

- istituzione di un tavolo tecnico permanente "per parlare tutto l'anno di scuola e non solo quando bisogna prendere delle decisioni, spesso dolorose".
Al tavolo parteciperanno tutte le parti che rendono attiva la scuola con almeno tre studenti per istituto.
In tempi brevissimi concorderemo temi e modalità per il tavolo.
Pur non avendo, la provincia, le competenze sulle proposte che gli studenti fanno da inizio anno per quanto riguarda trasporti, mensa e spazi culturali slegati dalle logiche di mercificazione della cultura (medaglia d'oro al sior Bondi) si impegna a convocare nel tavolo gli enti che hanno le competenze affinché si raggiungano gli obbiettivi.

Chi vivrà vedrà.

(m.c)

martedì 15 febbraio 2011

Intervista ai rappresentanti sindacali sulla situazione dei lavoratori del Consorzio di Bonifica

Ecco le interviste fatte dai nostri inviati ai rappresentanti sindacali CGIL e CISL al presidio tenuto dai lavoratori del Consorzio di Bonifica che non percepiscono da dicembre i loro stupendi. Prossimamente altri approfondimenti e altre interviste.

(La Furia Rossa- d.p, d.s)