venerdì 31 luglio 2009

Cani maltrattati e segregati da anni nella villa Baldino


Segregati da quattro anni in uno spazio buio e stretto. Privati della loro libertà, non conoscono coccole e nemmeno il piacere di una passeggiata. Un pastore tedesco e un husky sono tenuti in condizioni veramente al limite, stipati in un angolo del giardino di villa Baldino a Torregrande. «Sono tenuti al buio, in una sorta di stanza piccolissima - raccontano alcuni volontari del Comitato Sardegna animali, - vengono sfamati, ma non sappiamo come. Nessuno poi si preoccupa di farli uscire all'aria aperta». Il Comitato ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica, ma su questo caso sono già state presentate numerose denunce e segnalazioni. Nessuno finora ha mosso un dito, nemmeno il Comune a cui appartiene la villa. «Dopo le prime lamentele e alcune nostre visite a sorpresa - spiegano dal Comitato, - il custode ci aveva garantito che avrebbe recintato uno spazio per ospitare i due cani, ma sono passati mesi e non è cambiato nulla». È stata sistemata una rete, tuttavia i quattrozampe continuano ad essere tenuti in questa prigione a due passi dalla spiaggia. Da due anni e mezzo, i volontari stanno seguendo la vicenda: hanno provato diverse strade per trovare una soluzione, adesso chiamano anche la Procura. «Non è ammissibile - vanno avanti, - siamo di fronte a un vero caso di maltrattamento e bisogna intervenire immediatamente».

L'Unione Sarda - v.p

Solidarietà dei GC di Oristano a Bruno Bellomonte

Riceviamo e pubblicchiamo il comunicato dei Giovani Comunisti di Oristano in solidarietà a Bruno Bellomonte, militante di A Manca Pro s'Indipendentzia coinvolto nell'inchiesta sulle nuove BR:


I Giovani Comunisti di Oristano esprimono ferma solidarietà al compagno Bruno Bellomonte - ancora in balia della (in)giustizia italiana - ora deportato dal carcere di Regina Coeli alla casa circondariale di Catanzaro.
Non si ferma la provocazione dello Stato Italiano e delle forze di “sicurezza”, che, con la ormai classica scusa della lotta armata, trovano un capro espiatorio in varie realtà territoriali di lotta, e continuano, così, a perseguitare e criminalizzare i comunisti, gli indipendentisti, i rivoluzionari e il loro lavoro.
Lavoro di lotta, portato avanti con sacrificio e dedizione nei luoghi di conflitto sociale col solo scopo di avere e pretendere giustizia, migliori condizioni di vita per i lavoratori, per chi ogni giorno paga il biglietto da visita lasciatoci dalle politiche liberiste e dagli speculatori finanziari dell’alta borghesia italiana, europea, mondiale.
Per questo ci criminalizzano, tentano di zittirci con la repressione, perché il nostro lavoro è scomodo ed è bene criminalizzarlo, renderlo poco credibile agli occhi dell’opinione pubblica, ma soprattutto agli occhi di coloro cui si rivolge la nostra attività.

Ci uniamo e rilanciamo con forza la richiesta dei compagni di A Manca Pro s’Indipendentzia augurandoci che a Bruno venga riconosciuto il diritto di scontare la pena o la custodia cautelare in Sardegna.

LIBERTA’ PER BRUNO
LIBERTA’ PER TUTTI I COMPAGNI!

Giovani Comunisti Oristano

http://gcoristano.splinder.com/

martedì 28 luglio 2009

Sweet Home Oristano. Il suonatore Jones, I parte.


Abbiamo intenzione di aprire con questo articolo una serie di interviste, racconti, indagini che mostrino la vita di una Oristano che non tutti conoscono. Vorremmo raccontarvi degli artisti di strada che animano le strade del centro storico, dei senza tetto, dei personaggi particolari e non omologati che abitano il capoluogo. Oristano insomma non è solo quella città sonnolenta che appare a tutti, c'è qualcosa di diverso dietro.

Turisti per le strade, forze dell'ordine apparentemente sfaccendate in giro per la città, i negozi aperti, i bambini e i ragazzi in baci. Questo il tipico quadro della Oristano di fine luglio. Ma se, passeggiando per via Dritta (o Corso Umberto, come la toponomastica ufficiale vorrebbe che noi la chiamassimo), aguzzate le orecchie vi può capitare di sentire una chitarra che suona. Il suono proviene da Palazzo Arcais, qualche metro di là dalla porta infatti un ragazzo, una ragazza e un cane stanno seduti per terra suonando e cantando.
I due, fidanzati, sono sardi: lui di Cagliari e lei di Oristano. E' con lui che parliamo principalmente, ci racconta che ha abbandonato le scuole molto presto e che a 18 anni è andato a Londra, da lì ha cominciato a girare l'Europa: "Non l'ho girata tutta, mi mancano il Portogallo, l'Andalusia..."; in ogni caso una gran bella esperienza di vita. Sono ormai 22 anni che suona nelle strade di Oristano, oramai conosce tutti e gli abitanti sono gentilissimi a quanto dice.
Ciò che conta, sostiene, è il rispetto. Lui viene qui a fare il suo lavoro, il suo dovere, a suonare insomma e si pone sempre con educazione e rispetto verso gli altri ed è per questo che in più di vent'anni gli sono capitati pochi guai. "Uno proprio oggi: una signora di un negozio qui accanto mi ha aggredito perché diceva di aver mal di testa e io la stavo disturbando". Lui ha deciso di non spostarsi però, perché la signora non è stata gentile, ma forte del suo potere, come ha detto lui -sa che le basta alzare la cornetta, chiamare la polizia e il nostro suonatore di strada viene costretto ad andarsene- lo ha attaccato. "Se me l'avesse chiesto gentilmente, mi sarei spostato più in là senza problemi".
Jones, scegliamo questo nome in onore al personaggio dell'Antologia di Spoon River immortalato da De André in una sua canzone, ci racconta che da ragazzino dopo aver lasciato la scuola ha iniziato a suonare con dei gruppetti nei locali di Cagliari. Questa non era però la strada che voleva seguire, la vita del musicista professionista ti impone delle gabbie, degli obblighi che non sono facili da rispettare: se suoni in un locale devi seguire una scaletta, hai un tempo di inizio e un tempo di chiusura, devi pagare la SIAE; per strada invece sei più libero.
Una costrizione fondamentale in realtà c'è anche nella vita del musicista di strada: è la fame, su famini. Anche se non hai voglia di suonare, se sei proprio stanco, la necessità di mettere su quei pochi euro per comprarti il cibo (e il tabacco, ma è un bisogno anche quello) ti costringe a scendere in strada e suonare.
Ci racconta, Jones, che da quando ha intrapreso questa vita le richieste di collaborazioni con altri artisti si sono moltiplicate. Da poco gli è stato chiesto di andare in giro per l'Italia a suonare con un gruppo, ma lui non ha accettato proprio perché il doversi incontrare a una certa ora per provare, tutti gli impegni non rispondono al suo ideale di vita. Dalla strada vedi il mondo al tuo stesso livello, non come da un palco da dove vedi tutto dall'alto in basso: Jones ha scelto la strada.

D.P. -La Furia Rossa

mercoledì 1 luglio 2009

Dei distributori automatici...

Non sarà, chissà quale grande scoop. Alcuni non lo sanno, altrettanti lo sanno e ne approfittano.
Nulla di male, forse. Non più nulla di male quando chi ne approfitta maggiormente, vuoi per fare i grandi con i coetanei, vuoi per far vedere la loro ipotetica maturità a chissà chi, sono i ragazzini delle elementari, delle medie e chi i 16 anni non li ha ancora.
Stiamo parlando dei “distributori automatici (di sigarette) dotati di sistema di lettura automatica di documenti contenenti l’indicazione anagrafica degli utenti” .
Infatti, dall’11 Gennaio 2007, per via di una circolare emanata dall’Aams (Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato), in territorio italiano possono essere installati solo distributori automatici dotati di questa caratteristica “al fine di evitare che il prelievo delle sigarette possa essere effettuato da soggetti minori di anni sedici”.
Il classico documento che si inserisce è la tessera sanitaria.
In breve, inserisci la tessera, l’apparecchio accerta (o almeno dovrebbe) la tua età, dopodiché ti da il via libera o meno all’acquisto delle sigarette.
Peccato, però, che la tessera sanitaria possa essere sostituita da ogni altra tessera di eguali o anche minori dimensioni, come per esempio una ricarica telefonica e carte da gioco di ogni tipo, facilmente possedibili da ogni ragazzino avente meno di 16 anni.
Altro problema di non minore importanza è quello che la Codacons mise in luce sin da subito ossia che “i distributori automatici per le sigarette con l’accesso a tessera non tuteleranno la salute dei minori. […] Qualsiasi adulto infatti potrà comprare tali tessere e cederle o rivenderle a minori, aprendo così un vero e proprio mercato del contrabbando”.
Ci chiediamo se veramente chi di competenza non si è mai posto questi problemi, se veramente non sapessero che anche questo tipo di distributore fosse accessibile a tutti.
Questa è la grande difesa alla salute e alla vita, la repressione e il proibizionismo “per il bene dei più piccoli e dei giovani” invocata tanto dai governi di centrodestra quanto da quelli di centrosinistra.
E così in Italia: la sigaretta e l’alcool - droghe che legalmente uccidono, nonché tra le principali cause di tumori e morti - sono facilmente e praticamente acquistabili da tutti; il mercato del narcotraffico resta in mano alla criminalità organizzata; i giovani vengono criminalizzati e talvolta incarcerati per qualche spinello; nei palazzi del potere e nei nasi dei potenti gira indisturbata la polvere bianca…ma questa dell’ipocrisia, è una storia italiana!


M.C - La Furia Rossa

Cisco, 3 Luglio a Seneghe


3 Luglio 2009
Il Mulo in tour estivo!
Seneghe (Or), piazza centrale S.Maria ore 22.45
Ingresso gratuito