lunedì 23 aprile 2012

PAROLE, RINNOVABILI, MA SEMPRE PAROLE

"Chi non crede nel cambiamento, si fermi qui. Non vada oltre e voti gli altri. Avrà la nostra comprensione"

Allitterazione in R che si interseca con  C e V situate ad arte nella combinazione delle lettere. Il manifesto programmatico di Salvatore Ledda è un'orazione ben confezionata: di quelle che i politici latini andavano a studiare in Grecia per competere con i maestri dell'ars oratoria. Chi apprende dai maestri greci però rinuncia ad essere, per dirla con Catone, un vir bonus dicendi peritus (uomo sincero, capace nel parlare).

C'è un errore puramente di contenuto in questa frase dalla forma perfetta, non è la consecutio temporum a lasciarci perplessi, ma quella logica. Chi crede nel cambiamento può scegliere di votare per l'assessore all'urbanistica uscente? appoggiato, tra l'altro, dal partito del sindaco uscente (i Riformatori)?

Non siamo i primi e non saremo gli ultimi a sollevare la questione, ma le parole sono importanti: come fai a scegliere la sequenza di lettere C A M B I A M E N T O, se nel suo utilizzo non presupponi alcuna connessione con la realtà?

dp

sabato 21 aprile 2012

IL VERO VOTO DAVVERO UTILE (risposta a Michela Murgia)

Michela Murgia mette in guardia i cittadini oristanesi dall'operazione "Voto Utile" che fra poco metteranno in atto i grandi partiti nazionali per screditare le forze indipendentiste che corrono alle amministrative sarde. Conosciamo bene la situazione, e l'argomentazione della Murgia è in effetti inattaccabile. Sarebbe ridicolo se la Furia Rossa difendesse la tesi del voto utile, un po' come sputare sul nostro background politico. 

In realtà a noi interessa un altro tipo di discorso riguardo l'utilità del voto: il voto è utile se va a qualcuno che ha un progetto politico che coincide con quello dell'elettore, non se non si disperde fra i piccoli partiti.

All'interno della coalizione di centrosinistra sappiamo che si seguirà proprio questo ragionamento: non imploreremo l'indeciso di tapparsi il naso e votarci, perché se sceglie "Aristanis noa" consegna la città a Giuliano Uras (eventualità che è comunque sempre meglio evitare).

Noi chiediamo al cittadino oristanese di  scegliere Guido Tendas sindaco esprimendo un voto utile non ai partiti che lo sostengono, ma alla città che sarebbe al centro di un progetto di totale cambiamento che la porterebbe nel futuro della sostenibilità, dei beni comuni, dell'autogoverno dei cittadini. 

Rovesciamo il punto di vista di Michela Murgia e ci chiediamo perché il voto alla coalizione che sostiene Tendas dovrebbe essere inutile (posto però che votare Salvatore Ledda o Giuliano Uras è davvero inutile). Non è necessario vedere i partiti che sostengono Tendas, come emanazione delle loro dirigenze romane, possiamo anche fidarci delle persone che li compongono in quanto oristanesi e membri della nostra comunità. 

Questa è la nostra rivoluzione, noi abbiamo un progetto talmente forte e di cui siamo così convinti che quando andremo a cercare di convicere gli elettori non parleremo delle altre liste, ma solo del nostro progetto per la città.

dp