martedì 30 giugno 2009
L’oristanese e il Gramsci dimenticato
A.C - La Furia Rossa
mercoledì 24 giugno 2009
Ufficio di Gabinetto
E queste sono le misere condizioni dei bagni del Palazzo degli Scolopi, sede del comune oristanese. Le macchie che si notano per terra, a parte i riflussi dal fondo del water mal sigillato non sono di acqua come ha dimostrato l'olfatto del nostro reporter. Una volgarità questa foto forse, una banalità, una piccolezza: ma sembra quasi una metafora della nostra Oristano, sporca, addormentata ed abbandonata a se stessa. Viene da chiedersi: abbiamo quello che ci meritiamo?

La consulta giovanile di Oristano
Ieri si sono riuniti per la seconda volta i ragazzi della consulta e a palazzo degli Scolopi hanno eletto il loro presidente, Federica Tendas, già rappresentante d'istituto del De Castro. Vice presidente è stato eletto Paolo Baroli, addentro al mondo della politica oristanese ed anche lui maturando al De Castro. Gli altri due membri dell'ufficio di presidenza sono Thomas Frau in rappresentanza dell'Othoca e Laura Fadda per Azione Giovani. A sorpresa non sono i ragazzi delle organizzazioni di destra che ottengono la presidenza della consulta giovanile, contro le previsioni di tutti e grazie ad alcuni franchi tiratori è Federica Tendas che assume questo ruolo. L'ufficio di presidenza resterà in carica fino ad Ottobre ed è una sorta di comitato di garanzia per la creazione dello statuto della consulta.
Qual è il compito della consulta giovanile? Aspettiamo che sia qualcuno dei membri a dircelo, in un intervista magari, intanto diciamo ciò che dovrebbe fare secondo noi.
- Organizzare manifestazioni, eventi e giornate di tipo culturale e musicale che coinvolgano i ragazzi.
- Permettere di sviluppare un dibattito politico e culturale tra quelli che dovranno formare la classe dirigente della città.
- Far giungere all'orecchio del consiglio comunale le istanze dei giovani.
- Non far disperdere le forze giovani impiegate nella cultura, nella musica, nella politica o nello sport.
Non crediamo invece che il suo compito sia diventare una filiale del consiglio comunale, un mondo ridotto dove tanti piccoli Mario Diana giocano e imparano il manuale Cencelli, un luogo dove i litigi prendano il posto delle azioni necessarie.
Purtroppo le premesse non sono delle migliori: ieri la discussione si arenata su spiagge deserte e sterili più d'una volta. Primo problema discusso quello della rappresentanza delle associazioni giovanili: per farla breve se si dovesse dare un rappresentante per gruppo oppure in proporzione al numero di iscritti. Per carità, non è il parlamento, non bisogna rappresentare perfettamente nessuno: bisogna solo far venire fuori dalle buone idee e allora un rappresentante a testa è più che sufficiente. Affrontato e non risolto questo ostacolo ecco che si passa all'elezione del presidente.
Peppino Marras, presente come consigliere comunale, propone una presidenza di garanzia perché lo statuto in vigore va modificato e prima che questo sia fatto non si può fare nient'altro. Ma ecco l'Assessore che interviene e dice che non ci si può fidare: chissà se questo presidente una volta portato a termine il suo compito si dimetterà.
Neanche i giovani d'altra parte sembrano appoggiare la proposta di Marras, sono lì sui banchi che affilano le armi, pronti a chissà quali grandi manovre per sconfiggere il rivale politico. Si candida Mario Delitala, rappresentante di un gruppo musicale e dall'altra parte Laura Fadda di Azione Giovani; tutt'e due si impegnano a dimettersi una volta approvato il nuovo statuto, ma alla fine sette voti a testa e nulla di fatto.
"Facciamo un sorteggio!" "Rivotiamo!": alla fine tra le varie proposte contrastanti si decide di uscire tutti a fumare e poi si rientra nell'aula della maggioranza dietro il Consiglio e spunta la candidatura di Federica Tendas, donna e rappresentante del Classico e dunque apolitica.
I ragazzi del Pdl sono convinti di poter presto assaporare la vittoria (sai che vittoria poi), ma a sorpresa con 8 voti passa proprio Tendas, cinque vanno a Laura Fadda e uno a Delitala.
Pura cronaca questo di ciò che è successo questa, ma da sola fa capire quante cose siano da correggere in questa consulta. Non crediamo che lo scontro politico sia di fondamentale importanza né che sia fondamentale ottenere la presidenza o un rappresentante in più degli altri: bisogna estendere la partecipazione a molti più gruppi giovanili e bisogna che invece di giocare ai "piccoli statisti crescono" si capisca che ciò di cui Oristano ha bisogno è un vero cambiamento.
D.P - La Furia Rossa
martedì 23 giugno 2009
Fenosu 1, introduzione.
lunedì 22 giugno 2009
Presentazione "Qualcuno era comunista" a Oristano
Sabato 27 giugno alle 18 al primo piano del palazzo INPDAP di Oristano, in piazza Roma, Luca Telese presenta il suo ultimo libro “qualcuno era comunista”.
"Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia. Qualcuno era comunista perché il padre, lo zio, il nonno...la mamma no! Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il Paradiso Terrestre." Iniziava così il monologo che il compianto Giorgio Gaber scrisse insieme con Sandro Luporini quasi 20 anni fa. Ed è da qui che il giornalista, scrittore e conduttore televisivo Luca Telese parte per il suo nuovo libro, dal titolo, appunto "Qualcuno era comunista". Telese nel suo incalzante volume, ci racconta come i comunisti italiani siano diventati ex e post. Ci racconta, con ricchezza di dettagli, come il PCI abbia vissuto quell’era di cambiamenti iniziati con la caduta del muro di Berlino, il 9 novembre 1989, e continuata, pochi giorni più tardi, col discorso che il segretario, Achille Occhetto, pronuncia durante quella che venne definita da tutti “La svolta della Bolognina”. Discorso quello, destinato a cambiare per sempre la politica italiana, l’atto iniziale della fine del più importante partito comunista d’Occidente. Nei quindici mesi successivi, fino al congresso conclusivo di Rimini del 1991, la dissoluzione del grande partito di massa si trasformerà in una vicenda intricata e piena di colpi di scena, che assumerà via via, toni epici, tragici, a tratti farseschi. Qualcuno era comunista, racconta proprio questa storia, e i suoi primattori: Occhetto, il leader neoromantico, arruffato ed emotivo, il suo alterego, il gelido D’Alema, oppure Pietro Ingrao, il visionario che voleva la luna o il granitico Napoletano. Ma racconta anche come la “svolta” sia alla fine una vicenda di popolo,del meccanico di Berlinguer, o del compagno che rubò il ritratto di Stalin, o dell’interprete che traduceva i discorsi berlingueriani per il Cremlino.Un terremoto, come dice lo stesso autore, che ha lasciato in eredità una sinistra senza identità, incapace di vincere, una classe dirigente bloccata dagli stessi ex quarantenni che pretendevano il ricambio generazionale, un partito che ha mutato nome quattro volte senza mai cambiare facce. Forse perché, ancora oggi, su tutti i reduci di quella vicenda pesa, come una maledizione, il marchio della Bolognina, che li ha resi “post” o “ex” comunisti, senza mai riuscire a trasformarli in qualcosa di nuovo.
domenica 21 giugno 2009
Telecamere ad Oristano? Non scherziamo!
Apprendiamo da L’Unione Sarda di ieri, sabato 20 giugno, della possibilità sempre più concreta di installare “un sistema di videosorveglianza nelle strade del centro storico cittadino per controllare le piazze e prevenire episodi di vandalismo e microciminalità”.In passato si era già parlato della possibile disposizione di diverse telecamere in città ma l’assenza di risorse economiche aveva fatto passare l’idea in secondo piano, tornata in auge alcuni giorni fa durante il comitato prov.le per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Il tutto nonostante non ci siano ancora i soldi necessari (sic!)!....“ il Comune si sta impegnando per reperire le risorse necessarie” fa sapere L’Unione Sarda.
Crediamo sia ora di finirla col creare insicurezze che non ci sono, creare paure inesistenti, anche se comprendiamo benissimo come giocare con la paura significa maggiori consensi, maggiori voti alle tornate elettorali.
Ma siamo sicuri che la nostra sicurezza è sancita dall’evitare che dei ragazzi scrivano sui muri o compiano atti di chissà quale vandalismo o microcriminalità? Certo bisogna contrastare tali atti, bisogna prevenirli, ma non si prevengono con le telecamere, e quindi, in un certo senso con la repressione, ma bensì creando le condizioni adatte grazie le quali questi ragazzi non si ritrovino più a compiere tali gesti.
I fondi da destinare alle telecamere, destinali ad attività ludiche, a intrattenimenti notturni alternativi al classico sabato notte oristanese in cui i ragazzi si sbattono da una discoteca all’altra (ormai luogo di smercio di ogni tipo di droga). Dedicali alla creazione di luoghi in cui i writer possano dare sfogo alla loro fantasia artistica in modo legale, incentivando lo sport popolare e sociale.
Non vuoi fare ciò? Impegnati, allora, a “reperire le risorse necessarie” per la sicurezza, ma quella vera! La sicurezza alla casa, a un’abitazione degna, e penso agli abitanti di Torangius dove si trovano diverse famiglie, anche di 4 persone, costrette a vivere in 45mq, in edifici spesso con impianti non a norma, infiltrazioni di acqua dalle pareti…denunce che vengono continuamente ignorate da chi di dovere. Penso alle abitazioni della zona Stazione assimilabili (almeno dall’esterno) a quelle delle periferie degradate delle grandi città, alle quali un occhio di riguardo non farebbe male.
È veramente necessario spendere ingenti somme di denaro per maggiore “sicurezza” a Oristano? Non scherziamo su!
M.C - La Furia Rossa