giovedì 31 marzo 2011

MIGRANTI A ORISTANO NELL'EX VIVAIO DELLA FORESTALE

Come riportato da Unione Sarda e Nuova Sardegna il sito dove sorgeva l'ex vivaio della forestale sulla strada per Torregrande sarà probabilmente uno dei centri di "accoglienza" per i migranti arrivati in questi giorni a Lampedusa. Sono già stati effettuati dei sopralluoghi e politici sardi hanno indirettamente confermato la notizia, sebbene il questore abbia detto di non aver ricevuto nessuna comunicazione ufficiale.
Non crediamo sia possibile tirarsi indietro di fronte a una richiesta di solidarietà da parte di una regione, ma alcune domande bisogna porsele sul come verrà accolta questa richiesta di solidarietà.
Ovviamente dalle pagine della Furia Rossa non sentirete alzarsi voci populiste che invitano i migranti a levarsi dalle balle, non siamo dei ministri, siamo dei semplici studenti.
Le domande che ci poniamo sono di carattere umanitario: in che condizioni staranno i migranti che dovranno stare nel centro oristanese? Come potranno starci 1400 persone, come dicono i quotidiani locali e nazionali?
Ecco l'immagine tratta da Google Maps dell'ex vivaio...


Visualizzazione ingrandita della mappa
Gli spazi come si può notare sono abbastanza ristretti: un grande spazio in cemento, due capannoni, una casa e una serra. Da una parte la strada, dall'altra un canale e poi il Tirso: evidentemente per sventare ogni tentativo di fuga. Per ora diamo solo alcune informazioni, per le considerazioni ci sentiamo al più presto.
(d.p)


domenica 20 marzo 2011

DOPO FUKUSHIMA: contro l’inganno nucleare, appello per una manifestazione di massa a Cagliari sabato 26 Marzo

di Gianluigi Deiana, Sinistra Critica Oristano

Il disastro nucleare in Giappone apre nella storia una pagina assolutamente nuova. L’era atomica nacque solo mezzo secolo fa nella forma gemellata dell’industria civile e dell’equilibrio del terrore. Il suo certificato di nascita fu la catastrofe calcolata di Hiroshima e la guerra fredda fu la sua balia. Albert Einstein lasciò al mondo questa drammatica constatazione: “La potenza smisurata dell’atomo ha cambiato tutto, tranne il nostro modo di pensare”. Questa frase, che sarebbe stata destinata a diventare nell’arco di una generazione l’epitaffio della modernità, è stata esclusa per cinquant’anni dalle scuole, dalle università, dai programmi politici e dalla comunicazione pubblica. In fondo era la preoccupazione di un vecchio e niente più.

La catastrofe non calcolata di Fukushima segna la fine dell’era atomica. Ora è la forza delle cose ad imporre di cambiare, con i mezzi e le tecniche di produzione dell’energia, il nostro stesso modo di pensare. Questo imperativo si pone non solo nelle pianificazioni nazionali o nelle controversie locali sul tema della produzione energetica, come poteva essere anche in Italia solo fino a pochi giorni fa, ma diventa per necessità oggettiva il vero ordine del giorno del governo mondiale.

Nel prossimo mese di giugno si terrà nella costa mediterranea della Francia la riunione del G20; ma questa volta i Grandi non arriveranno a Cannes per una passerella sulla Croisette e per esiti precostituiti in materia di libero mercato, quote agricole o emissioni di gas serra, poiché non potranno più fare appello ai fondamenti di quello che è stato fino ad oggi il cosiddetto nuovo ordine mondiale. Mentre il mondo arabo sta presentando il conto sul ritmo folle di sfruttamento del petrolio, e mentre il videogioco del neoliberismo sta intrappolando nella crisi globale i suoi stessi padroni, in Giappone è irreversibilmente crollato il modello d’avanguardia dell’intero sistema.

Il crollo del modello d’avanguardia è netto, non ammette attenuanti teoriche e non dispone allo stato attuale di strumenti di attenuazione pratica quanto alle inevitabili ricadute borsistiche e monetarie. Esso ha dissolto tutta l’architettura combinata di argomentazioni scientifiche pubbliche e soluzioni tecniche segrete; la contraddizione interna di tutta la sciagurata avventura nucleare, e cioè l’impossibilità di conciliare la necessità di totale trasparenza con la necessità di totale segretezza, è esplosa per sempre nel cuore stesso del suo modello perfetto, a due ore di vento da Tokio.

Nel puzzle nucleare si giocano partite complesse ed in primis il business finanziario, la competizione militare e la dominazione industriale, ai massimi livelli di posta in gioco. La Sardegna è stata terreno di caccia per tutte queste partite, come dimostrano visibilmente (ed ancor più “invisibilmente”) i cinquant’anni di attenzioni particolari dello stato italiano, dell’alleanza atlantica e delle multinazionali del nucleare civile-militare. La Sardegna è da decenni al centro del piano nucleare italiano, sia per la dislocazione dei reattori, sia per la dislocazione delle scorie, sia per il riutilizzo del materiale radioattivo in ambito militare.

Il governo italiano è stato in queste ore, protetto da diecimila chilometri di distanza dall’apocalisse, l’unico governo negazionista rispetto a Fukushima ed è l’unico governo che riconferma il piano di acquisto di quattro centrali Areva di cosiddetta terza generazione. Promette tuttavia una pausa di riflessione, che per la sua spudorata ipocrisia auguriamo perpetua. Vedere elicotteri Chinook volare impotenti da giorni su reattori a rischio immediato di esplosione, con cestelli d’acqua in disuso da anni persino negli incendi campestri, offre un’immagine plastica dello stato di affidabilità di tutte le dichiarazioni scientifiche e politiche sulle centrali di qualsivoglia generazione.

Il 15 maggio tutto questo torbido fardello di visibilità ed invisibilità, illusione ed incoscienza, opportunismo e menzogna, sarà portato in referendum al giudizio del popolo sardo. Dopo solo qualche settimana sarà portato al giudizio del popolo italiano col referendum del 12 giugno e quell’esito costituirà, immediatamente dopo, il vero portafoglio del governo italiano al G20 di Cannes. Il referendum sardo avrà quindi effetti pressoché decisivi sia sul quorum del referendum italiano di giugno sia sul portafoglio negazionista italiano al G20.

Questo stato di cose evidenzia come l’azione del Comitato referendario sardo sia tutt’altro che una pura rivendicazione localistica del genere “non nel mio giardino”, e come esso sia quindi investito per il corso stesso delle cose, come è d’altronde per tanti movimenti di azione popolare antinucleare nel mondo, di una responsabilità politica di prima linea.

Diffondiamo per questo motivo l’appello alla manifestazione regionale a Cagliari per sabato 26 marzo.

Anche la Sardegna in guerra

Ecco due lanci presi da Repubblica.it (Diretta 24h Libia)
Decimomannu aperta ai velivoli della coalizione 160

La base aerea di Decimomannu, a circa 25 km da Cagliari, è stata aperta intorno alle 19.30 ai velivoli della forza internazionale impegnata nella missione in Libia. Il primo ad atterrare è stato un tanker spagnolo, aereo per i rifornimenti, al quale seguirà un velivolo canadese dello stesso tipo. In serata sono attesi almeno altri quattro F18 spagnoli. Decimomannu è una delle sette basi messe a disposizione dal ministero della Difesa per la missione.
Caccia spagnoli pronti nella base sarda di Decimomannu 214
Gia' da domani si potrebbero alzare in volo dalla base sarda Deicimomannu (25 chilometri da Cagliari) gli aerei messi a disposizione dalla Spagna per le operazioni militari contro la Libia: si tratta di quattro caccia F-18 e un aereo da rifornimento (Boeing 707). Le forze messe a disposizione da Madrid comprendono quattro F18, un aereo da rifornimento e uno per la ricognizione marittima, oltre ad una fregata e ad un sottomarino. I quattro caccia e il Boeing 707 hanno lasciato oggi la base di Torrejon, alle porte di Madrid, e sono giunti alla base Decimomannu, ha reso noto il ministero spagnolo della Difesa.

giovedì 17 marzo 2011

Le 3 canzoni con cui celebriamo l'Unità d'Italia

Attendi, Italia e spera
Poca favilla gran fiamma seconda,
Gitta le bende di derisa ancella,
L'altra arcana favella
Del Ciel comprendi, e il suo desir feconda.
...
Vivo è ancora l'italo genio, sprona
Al segno che l'attende
L'italico valor.
[Salvatore Angelo De Castro]

Tanto sangue, in diversi periodi, è stato versato per vedere la nostra Patria unita e indivisibile. Per difenderla tanto dai nemici esterni quanto da quelli interni.
Tre periodi noi ricordiamo in maniera particolare.
Il primo è servito per liberare l'Italia dall'invasore straniero e creare l' Unità.
Il secondo, che chiamiamo Secondo Risorgimento, è servito a liberare l'Italia dalla ferocia del nemico interno e del nemico esterno e a donare la Democrazia.
Il terzo ha visto meno morti ma ha visto comunque tanto sangue, tanto sacrificio. Ha visto uniti come non mai studenti e proletari ed è servito per ottenere maggiore dignità e per rafforzare i Diritti.
Guardiamo l'ultima parola delle ultime tre frasi. Son tre parole che stanno da decenni retrocedendo sempre più. In nome di queste, noi, ci auguriamo la costruzione della quarta epoca che segnerà la storia d'Italia.


CAMICIA ROSSA




BELLA CIAO




CONTESSA


mercoledì 16 marzo 2011

DE SENEEN: MOZIONE DI SFIDUCIA IN ARRIVO. UGO BOCA: FORSE LUNEDI' DIMISSIONI

Ormai è quasi tutto pronto. I gruppi consiliari di Idv e Pd stanno finendo di preparare la mozione di sfiducia nei confronti del presidente De Seneen. "Mettiamo pressione alla giunta" dice il consigliere Figus dell'Idv. Certo, è difficile che la mozione passi, ma per lo meno c'è la possibilità di sbloccare dall'impasse un consiglio provinciale che non si occupa dei problemi di Oristano, ma di scontri intestini nella maggioranza.
Pare inoltre, da indiscrezioni raccolte in provincia, che l'architetto Ugo Boca, direttore del settore tecnico della programmazione, la cui nomina è stato il casus belli all'origine degli scontri fra De Seneen e la sua maggioranza, potrebbe rassegnare le dimissioni dall'incarico (vedi l'articolo Acqua in Boca) addirittura lunedì.

CONSIGLIO PROVINCIALE ALL'IMPASSE

Un consiglio provinciale completamente bloccato, ecco quello che l'amministrazione provinciale ha in serbo per risolvere la crisi della nostra terra.
Anche oggi la riunione è saltata per mancanza del numero legale, come ieri d'altra parte. Oggetto del contendere sempre lo stesso: la nomina dell'architetto Ugo Boca.
I consiglieri dell'UDC e di Fortza Paris hanno abbandonato l'aula: hanno promesso di farlo fino a che il presidente De Seneen non deciderà di revocare la nomina al dirigente.
Il presidente de Seneen è allo stremo, la faccia livida di un uomo solo contro tutti, o quasi tutti. In un gesto di stizza durante un'interrogazione del consigliere Marras del PD ha gettato la sua penna sulla scrivania, ma il nervosismo è emerso pochi minuti dopo, quando i consiglieri della "maggioranza" -se così possiamo chiamarla- avevano già abbandonato l'aula subito dopo l'approvazione del verbale di una seduta che guarda caso riguardava proprio la richiesta di inviare alla Corte dei Conti tutta la documentazione sul caso Boca.
L'assessore ai lavori pubblici Pia ha esposto la situazione di tutte le opere infrastrutturali previste in provincia e che stavano rischiando di perdere i finanziamenti. La situazione non è ancora ben chiara e dispiace vedere che elementi della maggioranza, per beghe politiche interne, abbandonino l'aula in momenti così delicati. Durante la sua risposta, il consigliere Marras, ha esposto le sue considerazioni ed è stato interrotto da De Seneen che lo accusava di dire favolette. A questo punto De Seneen si è alzato, per fare una telefonata, ma Marras ha interpretato il gesto come una mancanza di rispetto e ha abbandonato l'aula insieme a tutto il gruppo del PD e a Figus dell'IDV facendo così mancare il numero legale.
La crisi dunque sembra inasprirsi in Provincia, De Seneen forse non ha i giorni contati, ma si parla di rimpasto.
Intanto Oristano continua ad aspettare gli interventi di cui avrebbe bisogno per risollevarsi.

ACQUA IN BOCA: LE BEGHE DELLA PROVINCIA DI ORISTANO

Oggi la Furia Rossa vuole raccontare una storia agli oristanesi. Parla di un presidente della provincia, di un dirigente tecnico e di tanti, ma tanti problemi. Il presidente della Giunta provinciale, Massimiliano De Seneen, trovò giusto, qualche tempo fa, nominare un nuovo dirigente tecnico in provincia: la sua scelta ricadde sull'architetto Ugo Boca. Il suo campo d'azione è la programmazione. Subito sorsero dei problemi sulla sua nomina: i consiglieri non trovavano giusto che in tempi di vacche magre si dovesse assumere a tempo determinato un dirigente per un ruolo tutto sommato non indispensabile; inoltre il signor Boca era già pensionato, e il regolamento su questo punto pare dica che non possa essere assunto. I problemi probabilmente sono anche altri: Ugo Boca era dirigente durante l'amministrazione Diana, ma fu rimosso durante quella di Onida: i dissapori fra i due politici sono ben noti. Sembrerebbe possibile che le titubanze di partiti della maggioranza quali Fortza Paris e Udc ad accettare la nomina di Boca possano essere determinate anche da sottili questioni di spartizione del potere.
Come è possibile, potrebbe chiedersi qualcuno, che De Seneen e Diana, senza chiederci nulla, nominino un loro uomo e non ci diano neanche un pezzettino della torta?

(d.p)

16.03.2003 - 16.03.2011 DAX ODIA ANCORA


Sono passati otto anni dalla notte nera di Milano: l'omicidio fascista di Dax e i pestaggi di polizia e carabinieri all'ospedale San Paolo.
Ne sono passati dieci dall'omicidio di Stato di Carlo Giuliani e dalla mattanza del G8 genovese. Si muore per i coltelli e le botte dei fascisti e razzisti, si muore per la brutalità dello Stato in strada, in caserma e in carcere.
Istituzioni repressive, polizia, carabinieri e guardie carcerarie uccidono, coperti da menzogne e depistaggi.
Continuiamo a ricordare Davide, insieme a Carlo e a tutti gli amici, i compagni e i fratelli uccisi da razzisti, fascisti o dallo Stato, in Italia come in Europa.

Con il sangue agli occhi e la rabbia nel cuore.
Dax odia ancora

Ho sentito le ossa del cavallo che si spezzavano





da Geapress - Agenzia di stampa specializzata in animali e ambiente, difesa e promozione dei diritti degli animali, animalismo

Secondo quanto appena diffuso dal Sottosegretaro alla Salute Francesca Martini dovrebbero essere protetti quei Palii di cavalli che non uccidono le tradizioni, ovvero rispettano la sua Ordinanza. Non risulta che per la corsa di cavalli de la Sartiglia di Oristano, svoltasi nei giorni scorsi, vi siano state prese di posizione del Ministero. Dunque, forse, tutto ok.

Ecco, allora, nel racconto di un inorridito turista scandinavo che ha scattato le foto allegate, come muore un cavallo la cui salute dovrebbe essere subordinata alla tradizione (da far vivere) sia nella incredibile legge contro i maltrattamenti che abbiamo in Italia, che nell’Ordinanza della Martini. Le fotografie sono state poi inviate al Comitato Europeo Difesa Animali che ha denunciato il tutto.

Ho sentito il suono terribile dell’osso che si spezzava – ha detto Jon, turista scandinavo – sono stato testimone di una cosa che si avvicina alla pazzia. Un cavallo correva lungo una stretta strada verso una curva. Sembrava fuori controllo, così come diversi altri. Poi si è schiantato con una forza enorme contro il recinto di legno. E’ caduto con la zampa rotta, ho sentito il rumore dell’osso che si spezzava. Poi ha cercato di rialzarsi – aggiunge Jon –ed aveva la zampa appena appesa ad alcuni pezzi di pelle. Poi guardie e pompieri l’hanno portato via.” Roberto Tomasi, del Comitato Europeo Difesa Animali, annuncia che le foto saranno allegate alla denuncia che presentarà alla Procura della Repubblica.

Un motivo in più, quellora ce ne fosse stato bisogno, per andare avanti con la denuncia – ha dichiarato a GeaPress Roberto Tomasi – anche se sono consapevole dei pochissimi spazi che offre la legge, oltre che dei minimi parametri tecnici che sono stati stabiliti per questi eventi. E dire che queste manifestazioni si vogliono far diventare attrattiva culturale e turistica”.

Un interessamento lungo e costante, quello di Tomasi, che ricorda anche le polemiche sull’uso del doping ed i morti (a quattro zampe) passati. Ora il nuovo cavallo abbattuto.

La Martini aveva detto che le manifestazioni che non rispettano quanto stabilito dalla sua Ordinanza, uccidono le tradizioni. Chi ha ucciso allora il cavallo di Oristano? Semplice, l’istituzionalizzazione dei Palii di cavalli che è in corso in Italia. Come già avvenuto con la corrida in Spagna.

Secondo indiscrezioni pervenute a GeaPress, alcune amministrazioni comunali sarde si starebbero apprestando a valutare di chiedere il riconoscimento dei loro Palii quale Patrimonio Immateriale dell’Umanita rilasciato dall’UNESCO. Alcune città, in altre parti d’Italia, l’hanno già chiesto. Se non sei d’accordo ti invitiamo a firmare l’appello lanciato da GeaPress.

Qui si può firmare l'appello: http://www.geapress.org/patrimonio-caduto

La Stagione delle Stragi - Incontro a Oristano


lunedì 14 marzo 2011

Cavalli morti alla Sartiglia?

Non sappiamo se la notizia sia completamente esatta e in attesa di ulteriori conferme o smentite la pubblichiamo comunque. Siamo però certi della morte di un cavallo che è stato abbattuto.

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da Geapress - Agenzia di stampa specializzata in animali e ambiente, difesa e promozione dei diritti degli animali, animalismo

Sarebbero tre i cavalli morti nel corso della Sartiglia di Oristano. A rivelarlo, nei giorni scorsi, la Nuova Sardegna la quale riferisce pure di diversi cavalieri contusi e parecchi cavalli acciaccati, sebbene lievemente. Sempre secondo lo stesso giornale una spettatrice, inoltre, è stata colpita alla testa dalla ferratura di un cavallo volata in mezzo alla folla.

Non è la prima volta, anzi, che la Sartiglia di Oristano è al centro di polemiche per gli incidenti occorsi e per il paventato uso di doping, secondo alcuni volto più a calmare i cavalli che non ad eccitarli.

La Sartiglia, infatti, è una manifestazione con tipiche maschere locali, che si svolge lungo la via Mazzini di Oristano, per l’occasione coperta di sabbia. Tre cavalieri si accostano l’uno all’altro con i destrieri, per formare una sorta di piramide ove il fantino centrale sale sulle braccia degli altri due nel frattempo rizzati in piedi sui rispettivi cavalli. Scontata la pericolosità della pariglia, che rappresenta proprio l’acrobazia sui cavalli in corsa. Un’ acrobazia quella della piramide, per altro, assai frequente anche negli spettacoli circensi.

Uno dei tre cavalli è stato sicuramente abbattuto, dopo essersi azzoppato durante la corsa. Non si conosce, ancora, la causa di morte degli altri due animali.

Ennesimo decesso, dunque, nell’Italia delle corse paesane con i cavalli. Diffuse in ogni angolo della nostra penisola ancor più di quanto lo sia la corrida in Spagna. Dalle corse di cavalli nel siracusano fino alle vacche da combattimento valdostane. Dai cavalli che trainano carri iper pesanti a Supersano (LE) fino alle piramidi di Oristano. Tutte manifestazioni con radici, più o meno, storiche impossibili secondo alcuni da rinverdire nell’intrinseco valore culturale senza che vengano tralasciati quegli aspetti, tra cui proprio l’uso degli animali, ormai diffusamente non condivisi dall’opinione pubblica.

Eppure queste manifestazioni, che hanno nel Palio di Siena l’indiscusso apice di notorietà, sono protette dalla legge contro il maltrattamento degli animali che non solo li esclude dal suo campo di applicazione se inserite in un elenco storico regionale, ma prevede all’art. 544-quinquies, inseriro nel nostro Codice Penale, il loro divieto solo se non autorizzate. E dire che alcune di loro stanno aspirando ad essere riconosciute dall’UNESCO quale Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

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Ancora un cavallo morto in nome della tradizione. Poco importa quanti ne sono morti. La morte di una sola creatura basta a farmi indignare. Ormai è consuetudine annuale la morte o il ferimento di cavalieri, spettatori e cavalli. Non mi stancherò mai di definire barbara e crudele ogni tradizione che usa l'animale, qualsiasi animale, per il proprio intrattenimento e divertimento. Un antropocentrismo cieco e crudele ancora impone la sua tirannide e credo la imporrà sempre fin quanto, almeno, non sarà l'antropocentrismo stesso a spazzarci via. Ma forse sto esagerando io, infatti tutti ma proprio tutti mi dicono che nessuno più dei cavalieri che corrono ai pali ama i cavalli. Infatti è risaputo che chi ama qualcuno rende la sua vita innaturale. Infatti chiudere in un box da solo e far lavorare quotidianamente un animale che nella sua naturalezza è un animale sociale che vivrebbe col branco in infiniti spazi di natura vuole dire amare un essere. Infatti costringere un animale che nella sua natura non è sportivo a essere uno sportivo e sottoporlo e stremanti sforzi di corse e salti vuole dire amarlo!Certo, ovvio!

SARTIGLIA 2011:

La grandezza di una nazione e il suo progresso morale possono essere valutati dal modo in cui vengono trattati i suoi animali. [Mahatma Gandhi]

Sui Piddini e gli studenti

Il 12 Marzo, "Giornata in difesa della Costituzione e della Scuola Pubblica", anche il PD oristanese si è dato da fare e ha organizzato in città un flash mob per sensibilizzare l'opinione pubblica.
Buona e incriticabile iniziativa.
Tanto altro critichiamo al PD, ad ogni livello, geografico e tematico.
Non si può fare una lista in questo momento delle cose che critichiamo al PD anche perché ci teniamo alle nostre falangine, alle nostre falangette e alle nostre falangi.
Facciamo solo delle brevi considerazioni circa la capacità e l'unicità di questo agglomerato di chierici e comunisti rinnegati nel non rapportarsi con gli studenti in lotta.
Da quando era in discussione la riforma Gelmini le studentesse e gli studenti oristanesi hanno dato vita a un ottimo movimento studentesco, o per lo meno ottimo in relazione a quella che è la specificità nostrana dove primeggiano apatia e conservatorismo. Il movimento si è reso protagonista degli ultimi tre autunni e soprattutto dell'ultimo dove il peso delle politiche ministeriali si sentiva e si sente in maniera maggiore. Forza del movimento è stata quella di non chiudersi a nessuna forza organizzata, discutendo e interagendo con tutti, associazioni, partiti e sindacati, dando vita a tantissime iniziative.
Coordinamento Precari, Rifondazione Comunista, CGIL, COBAS, Italia dei Valori son state le forze con le quali il movimento ha interloquito in maniera molto costruttiva traendo tanti spunti oltreché maggior forza.
In tre anni ancora non abbiamo capito l'assenza del PD da questa lista. In tre anni però abbiamo capito chi sono e cosa hanno fatto Berlinguer (Luigi), Ortensio Zecchino e Giuseppe Fioroni.

Si potrebbe chiudere qui ma preme una piccola digressione. Il 12 si è scesi in piazza anche per la difesa della costituzione. Il PD oristanese ha letto gli articoli 9, 33 e 34.
Cosa pensate invece dell'art.11 e degli articoli sul lavoro che compongono il titolo terzo della prima parte della nostra carta costituzionale e delle posizioni dei vostri energum...ehm, cioè elementi di spicco?

[Ogni riferimento all'occupazione coloniale in Afghanistan e a Marchionne sono puramente casuali.]

Nuovo singolo dei C4! No al Nucleare!


- dae Sibì -

Tavolo Tecnico FLC - CGIL

Sabato 12 Marzo si è svolto nella sede della CGIL, a Oristano, il Tavolo Tecnico in preparazione degli Stati Generali della Conoscenza. L'incontro - al quale hanno partecipato insegnanti, dirigenti scolastici, rappresentanti di varie associazioni che si occupano di istruzione e gli studenti in rappresentanza del Collettivo Studentesco e dei Giovani Comunisti - nasce dalla necessità di discutere, con chi vive in prima persona il mondo della scuola, il progetto per la scuola pubblica oristanese elaborato dalla FLC.
Col il progetto denominato “Una scuola di qualità per una comunità educante” la FLC, in contrapposizione a quelle che son le scelte decretate per la scuola della nostra provincia, si vuole, appunto, sottrarre "alla falsa alternativa tra la politica dei tagli lineari e la difesa a oltranza di situazioni che non sono difendibili, principalmente perché lontane dalla nostra idea di una scuola di qualità" e si pone dunque l'obbiettivo di giungere a una soluzione diversa "una via che renda la scuola di un territorio una efficace leva per progettare il suo sviluppo".
L'incontro è stato ampiamente partecipato e si è dato vita a un interessante e proficuo dibattito.
Gli studenti dopo aver espresso parere positivo circa il documento e rimarcato l'eccellenza della mobilitazione studentesca dell'autunno appena trascorso hanno espresso le loro posizioni sulla situazione attuale della scuola, sulle sue inadempienze e sulla didattica. In particolare hanno sottolineato l'incapacità della scuola di creare massa critica dove tutto si riduce all'apprendimento di nozioni da ricordare e ripetere e la necessità di svecchiare i metodi d'insegnamento. Infine son state ricordate le rivendicazione circa un miglioramento dei trasporti e la necessità di una mensa in città per gli studenti pendolari e non.

m.c.

domenica 13 marzo 2011

Testo del Piano di Dimensionamento Scolastico

Al seguente link, in formato .pdf, potete leggere il "Piano di Dimensionamento delle Istituzioni Scolastiche e di ridefinizione della rete scolastica e dell'offerta formatica dell'anno scolastico 2011-12" dal sito della Provincia di Oristano.

sabato 12 marzo 2011

Errata Corrige


In riferimento all'articolo firmato m.c. apparso sul blog in data 27 febbraio, ci scusiamo per la svista che ci ha fatto collocare l'assessore Corrias nel PdL, benché faccia parte di Fortza Paris. Di questi tempi, in provincia, queste differenze contano parecchio.