sabato 29 agosto 2009

L'importanza di agire

La situazione della libera stampa italiana è imbarazzante: chi prova a fare del giornalismo si trova nelle condizioni degli ultimi pellerossa braccati nelle montagne dalle giubbe blu; come prospettiva ha la morte perché cancellato dalla furia censoria oppure il ritrovarsi in una riserva dove potrà esercitare solo con dei limiti il ruolo che compete a ogni giornalista.

Non è solo Berlusconi ad attaccare i giornalisti indipendenti, è il potere politico in generale con le nuove leggi che limitano la possibilità di pubblicare gli atti giudiziari. Gli uomini del piddì d'altra parte sembrano buoni con le parole, ma nei fatti li vediamo incapaci di alzare la voce per difendere per esempio i dirigenti di Rai 3 che dovrebbero restare al loro posto.

In una situazione come questa, quando all'orizzonte si profila una lotta per riuscire a mantenere viva l'indipendenza della stampa crediamo che sia necessario lo sforzo e l'impegno di tutti. Per questo il progetto di questo blog deve continuare ad andare avanti, nonostante le difficoltà che incontriamo nel pubblicizzarlo e nel raggiungere i possibili lettori (alcuni affezionati lettori li abbiamo in via Dorando Pietri, a quel che ci risulta): perché nel suo piccolo anch'esso rappresenta un baluardo di libera informazione al servizio dei cittadini.

Certo, la Furia Rossa non è solo questo: siamo schierati politicamente a Sinistra e vogliamo portare avanti confronti e discussioni che arricchiscano la vita politica e culturale della nostra provincia, ciò però non toglie spazio all'attività giornalistica.

Con l'impegno di essere sempre indipendenti e di lavorare al servizio dei cittadini vi chiediamo di aiutarci in questa piccola battaglia, minuscola rispetto alla guerra che si combatte in Italia e anche nel mondo, ma pur sempre importante.

Leggeteci, proponeteci servizi da fare, aiutateci a migliorare, collaborate.

Lottate con noi insomma.

giovedì 27 agosto 2009

Autodeterminazione e Sinistra

Prendendo spunto da una discussione avvenuta durante il dibattito sull'autodeterminazione del popolo sardo all'interno della giornata zapatista del 21 agosto al Seme, riprendo le argomentazioni del militante di A Manca pro s'Indipendentzia Cristiano Sabino e apro una discussione che spero possa coinvolgere molte voci.

Ci son due modi per valutare la posizione dei governi Italiani nei confronti dell'Isola: in buona fede e credere dunque che i danni che hanno compiuto siano dovuti a degli errori o in mala fede e allora riconoscere il loro comportamento come colonialista.

Non dobbiamo avere nessuna remora a parlare di genocidio nei confronti dei sardi: lo fa persino Giovanni Lilliu, il grande archeologo che però non è mai stato certo un'estremista, essendo stato addirittura un dirigente della DC. Genocidio: uccisione di un popolo, anche in senso culturale, risalendo all'etimologia greca; è innegabile che ciò sia stato perpetrato nei confronti dei sardi. Nessun libro di scuola tratta della nostra storia, nessuno conosce una lingua -il sardo- che pure ha una componente letteraria che potrebbe essere studiata e ciò porta alla dissoluzione della nostra cultura nell'aria fetida della globalizzazione.

Come già dicono i C4 nella loro intervista non è un atteggiamento di destra quello di difendere la propria cultura, è semplicemente riconoscere che devono esistere mondi diversi in un unico mondo come dicono gli zapatisti. L'importante è non avere un atteggiamento razzista o di chiusura.

Ritornando però al tema principale, cioè a quello di Autodeterminazione e Sinistra, bisogna muovere una critica ai partiti di sinistra sardi, emanazione di quelli italiani. Se vi riconoscete come anticolonialisti e dalla parte degli oppressi, come potete poi continuare a non appoggiare la lotta pacifica per l'autonomia sarda? Una lotta che parte, ricordiamolo, col far rinascere nella mente degli Isolani la coscienza di essere un popolo e una nazione unita.

Bisogna avere il coraggio di tagliare ogni ponte con le forze italiane che hanno derubato e stuprato questa terra; bisogna studiare le motivazioni della spinta autonomista sarda anche sotto il punto di vista economico e della lotta di classe; bisogna avere il coraggio di rinunciare alle poltrone per portare avanti questa battaglia oppure togliere la maschera dell'ipocrisia e dichiararsi anticolonialisti sì, ma fino a pagina due: solo nei paesi esotici, perché lì la rivoluzione ha più fascino.

Davide Pinna - La Furia rossa

La Giornata Zapatista

Cooperativa il Seme, Corte Baccas, Santa Giusta: 21 agosto.

Sono i Giovani Comunisti con la partecipazione del circolo "P. Impastato" di Rifondazione e appunto grazie alla collaborazione del Seme che hanno organizzato questa giornata dedicata alla lotta degli Zapatisti in Messico invitando l'associazione Ya Basta! Moltitudia di Roma.

Tanto per iniziare: chi sono gli Zapatisti?

Prendono il loro nome da quello di Emiliano Zapata, comandante dei rivoluzionari messicani nel secondo decennio del Novecento. Obiettivi di questa prima rivolta erano la redistribuzione delle terre, la riforma agraria, la nazionalizzazione delle risorse e anche rendere gli indigeni partecipanti attivi della politica nazionale. Zapata fu assassinato nel 1919 da uno dei suoi uomini su comando di Venustiano Carranza, suo nemico di lunga data e presidente della repubblica, il quale aveva introdotto la giornata lavorativa di otto ore e il diritto di sciopero.

A raccogliere il testimone di Emiliano Zapata fu nel 1983 l'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) nella regione del Chiapas con popolazione a maggioranza india: essi dichiararono guerra al governo del Messico, ma si riuscì a raggiungere un accordo con il governo federale. Il governo locale invece non rispettò mai il cessate il fuoco raggiunto e con l'aiuto dei paramilitari colpì diverse volte non solo gli zapatisti, ma anche civili innocenti.

Gli Zapatisti sono certamente una forza di ispirazione marxista, ma rinunciano all'internazionalismo. Benché appoggino tutti i popoli oppressi della terra, dichiarano che i loro unici obiettivi sono la liberazione del Chiapas dal malgovierno e dare a tutti gli indios della regione i diritti che spettano loro. I loro nemici concretamente sono il liberismo e la globalizzazione che consentono alle multinazionali di appropriarsi delle risorse della regione e che mettono a rischio la sopravvivenza della cultura india.

Per chi vuole saperne di più ecco alcuni link:

LA GIORNATA ZAPATISTA

Ecco il blog dell'associazione che ha organizzato la giornata http://moltitudia-yabasta.blogspot.com/

Il programma della giornata lo trovate postato poco tempo fa su questo stesso blog. Hanno partecipato molti ragazzi, ed è confortante vederli avvicinarsi a momenti di discussione di questo tipo, anche se è pur sempre vero che la strada da seguire per interessare i giovani è ancora lunga.

La notte hanno poi suonato due gruppi: i C4 (dei quali potete trovare l'intervista nel post precedente) e i Double Y.

Vi invitiamo a informarvi sulla lotta degli Zapatisti e a conoscere meglio i vari movimenti che dal basso e da sinistra cercano di cambiare lo stato delle cose in tutto il mondo e di migliorarlo.

D.P - La Furia Rossa

domenica 16 agosto 2009

GIORNATA ZAPATISTA A CORTE BACCAS!



“YO VOY CON L@S ZAPATISTAS”


Una giornata sociale-politica-culturale all'insegna del Messico,dello zapatismo, delle comunità autorganizzate del Chiapas, dell'EZLN

21 AGOSTO 2009
LOCALITA’ CORTE BACCAS – SANTA GIUSTA
NEL VERDE DELLA COMUNITA’ SOCIALE “IL SEME”

Dalle ore 11

- Introduzione e presentazione della giornata

- Autonomia e Autogoverno: l’esperienza zapatista..
parliamone con l'assoc. Ya Basta!

- Presentazione del video
“La Degna Rabbia”
di Riot Generation Video prod. Ya Basta!

- Pranzo sociale – Cucina messicana, degustazione ricette maya-precolombiane
(per motivi di organizzazione prenotare, costo 12€)

Ore 15

- Proiezione film “Viva Zapata!” e dibattito

Dalle ore 18

- Discussione sull’autodeterminazione del popolo sardo


- Presentazione del libro
"Così raccontano i nostri vecchi" del Subcomandante Marcos)

- Proiezione "Construir Autonomia"
regia_montaggio_ Riot Generation Videoriprese_ Daniele Laudato e Federico Pinnaproduzione_Associaz ione Ya Basta

Sarà presente la mostra
"Donde està el Corazon" di Simona Granati, che racconta le comunità indigene zapatiste del Chiapas dall’insurrezione all’autogoverno, fino all’attualità dell’Altra Campagna.

A concludere ZAPAFIESTA con mostra, stand - magliette, libri, dvd, artigianato messicano e palestinese - degustazione del
caffè rebelde zapatista, musica.

E' attiva una sottoscrizione popolare a sostegno delle Giunte di Buon Governo e delle comunità zapatiste...in palio ricchi premi.(biglietti da 2€)


Organizzano i
Giovani Comunisti di Oristano e l'associazione "Ya Basta! Moltitudia" di Roma con la collaborazione del Circolo "P. Impastato" del PRC di Oristano, della Cooperativa Sociale Comunità "Il Seme" , dell'associazione "D'Altra Parte".

SIETE TUTT* INVITAT* A PARTECIPARE!

Per ogni info e per prenottare il pranzo ci trovate:
su Facebook – Giovani Comunisti Oristano
agli indirizzi mail:
gcoristano@libero.it e gcoristano@live.it

al numero: 347 4627365 (anche sms)

Saluti Zapatisti
I Giovani Comunisti di Oristano

venerdì 14 agosto 2009

La Milano bene in Sardegna

Ho visto l’altro giorno sventolare bandiere leghiste nell’area chic della costa sarda. Maroni che parlava di sicurezza in mezzo a una folla di sardi e non, vacanzieri arrivati a godersi i 40 gradi sardi; politici che ci stanno bene. Mi sono stupito a vedere sventolare un drappo verde in questa terra. I signori nordisti, che d’estate si spogliano del loro fazzoletto parlamentare, volevano più sicurezza, qui in Sardegna,d’estate, dove vengono a fare le vacanze. Mi pare giusto no?
Il paradosso di questa forza è il consenso politico che riesce ad avere e il territorio nel quale si sta presentando. Noi, disprezzato Sud mangia-risorse, diventiamo in certi momenti sede di propagande abbronzate, slogan riscaldati dall’estate, tra i fashion clubs smeraldini. Non ci aiuterà il nostro presidente, prostrato di fronte ai miliardari che vengono a salutarci ogni anno. Sparite le servitù militari, dobbiamo ancora liberarci di quelle culturali.
Non vorrei destare preoccupazioni, ma questi proclami lanciati su territorio nazionale, al grido di più sicurezza e meno immigrati, mi fanno venire qualche sospetto. E mentre ci lasciamo ingabbiare i salari, lasciamoli parlare. Il vento antirazzista non tarderà a spazzarli via.


A.C - La Furia Rossa

mercoledì 12 agosto 2009

Comunicato dei Giovani Comunisti sul presidio

Con grande piacere possiamo dire che l’appello* lanciato qualche giorno fa dal blog oristanese “La Furia Rossa”** di svolgere un’azione dimostrativa nella nostra cittadina contro l’introduzione del reato di clandestinità, non è caduto nel vuoto.
Ieri (Martedì 11) durante la notte bianca, con una piazza Eleonora gremita di gente, una ventina di ragazze e ragazzi hanno occupato per più di un’ora le scalinate del comune e - con striscioni, bandiere, canti pacifisti e popolari, slogan - hanno svolto un presidio antirazzista e per i diritti umani, in solidarietà agli immigrati. Questi ultimi duramente colpiti dalla razzistica legge sulla sicurezza entrata in vigore sabato scorso.
“NO AL REATO DI CLANDESTINITA” “LA PACE E’ L’UNICA SICUREZZA” “VIVA L’ITALIA MULTIETNICA” recitavano gli striscioni, che facevano comprendere le ragioni della nostra protesta.

Siamo convinti che la sicurezza non è chiudere le frontiere e rendere illegali gli essere umani. La nostra concezione di sicurezza è diversa.
In Italia, noi crediamo che la sicurezza debba essere quella di avere una casa - quanti edifici pubblici e privati abbandonati a se stessi e quanta gente nella strada o costretta a sopravvivere per pagare l’affitto? Quanti anni per ottenere gli alloggi popolari e quante irregolarità dietro?;
la sicurezza di tornare vivo a casa dopo una giornata di lavoro, perché quotidiane sono le morti bianche – quanti nomi ancora da aggiungere alla lista? Quante grazie ancora ai padroni e agli industriali che giocano con le vite dei lavoratori?;
la sicurezza di avere una libera informazione;
la sicurezza di essere governati da persone pulite e non coinvolte negli affari della malavita organizzata – per quanto ancora dobbiamo vedere dei condannati svolgere la propria attività nei palazzi istituzionali? Per quanto ancora uomini settantenni devono decidere sul nostro futuro, che poi loro non vedranno?

I Giovani Comunisti subito hanno accolto e con forza rilanciato l’appello.
E’ per noi un onore che ragazzi di diverse provenienze politiche, comunisti, socialisti (quelli del libro aperto e della falce e martello, ci teniamo a precisare!), anarchici, si siano rivolti a noi per l’organizzazione dell’iniziativa e abbiano potuto usufruire dei nostri spazi. Ciò significa che qualcosa stiamo muovendo in una città politicamente e culturalmente pessima, ciò significa che un anno di lotta intensa nelle scuole e nelle strade è servita, ciò significa che la fiducia si riacquista stando con chi vive nei luoghi di conflitto sociale.
Ed è con questi ragazzi – “di strada” come direbbe Majakovskij - che noi vogliamo costruire un percorso comune di lotta, non con i partiti falso-progressisti che ammaestrano i propri giovani per poi inserirli nel mondo delle poltrone e dei maxistipendi.

Per adesso non ci interessa la rivoluzione.
Per adesso ci interessa scuotere le coscienze.
Noi lo stiamo facendo, dal basso e a sinistra.

Giovani Comunisti Oristano
http://gcoristano.splinder.com/
gcoristano@libero.it


*http://lafuriarossa.blogspot.com/2009/08/alziamo-la-voce-contro-il-reato-di.html
**http://lafuriarossa.blogspot.com/

Protesta contro il reato di clandestinità

Martedì notte Oristano è animata dalla notte bianca: i negozi restano aperti e piccoli spettacoli allietano i cittadini. Quest'ultima settimana in piazza Eleonora c'era un gruppo di artisti di strada -giocolieri, trampolieri, mangiafuoco- e il gruppo folk di Neoneli sos Corriolos. I manifestanti si sono seduti sulle scale del Palazzo degli Scolopi e intorno alle dieci e un quarto hanno srotolato i loro striscioni che recitavano: "W L'ITALIA MULTIETNICA", "NO AL REATO DI CLANDESTINITA'", "LA PACE E' L'UNICA SICUREZZA". Il sit in, durato poco più di un'ora, era composto da ragazze e ragazzi delle scuole superiori, che non sventolavano nessuna bandiera politica se non quella della pace e il tempo è stato scandito da tentativi di cantare canzoni sul tema e slogan. Verso le undici sono arrivati nella piazza sos Corriolos con le loro corna, le loro pelli di animale, i bastoni e il sughero bruciato e si sono uniti alla protesta cantando Nanneddu meu e Procurad'e moderare e offrendo al pubblico una dimostrazione di canto a tenore.
Si spera che la manifestazione abbia ottenuto il risultato di sensibilizzare i cittadini su questa legge barbara, ma sicuramente uno degli obbiettivi è stato quello di mettere in risalto l'indifferenza della gente. Nessuno si è fermato a parlare con i manifestanti, nessuno si è preoccupato di manifestare il suo sostegno o la sua opposizione: totale indifferenza.
Ci auguriamo che però, il fatto di aver visto venti ragazzi che invece di sbattersi al bar come fanno tutti o di ubriacarsi in discoteca, per una volta hanno deciso di dimostrare di fronte a tutti il loro impegno politico e di lottare per una causa che ritengono giusta, riesca a smuovere un po' le coscienze dei loro coetanei e degli adulti, politicamente intorpiditi e di conseguenza facili vittime di chi vuole asservirli.


D.P - La Furia Rossa

FESTA DEI GIOVANI - MOGORELLA

22 Agosto 2009
ORE 22:00 GLI SCOVATI, ORE 23:00 RADICI NEL CEMENTO, ORE 00:30 REBELS ACTIONS, ORE 01:15 ASMA, ORE 02:00 FINE CONCERTO + festa della birra
Mogorella (Or), Campo Sportivo, Via delle aie

sabato 8 agosto 2009

ORISTANO NON STA ZITTA! DUE STRISCIONI APPARSI IERI.

Sono apparsi questa mattina due striscioni - di cui purtroppo non abbiamo le foto - nelle vie oristanesi contro l'infame legge del gerarca Maroni:

"08 08 09 Italia chiusa all'uguaglianza, aperta all'intolleranza" recitava lo striscione posto in via Cagliari nel versante del Liceo Classico De Castro, mentre in Piazza Eleonora spiccava lo striscione con su scritto "1938: Leggi Razziali 2009: torniamo indietro di 71 anni".

Nei primi giorni di Luglio un altro striscione con su scritto "Siamo tutti clandestini", firmato col simbolo contadino e operaio, veniva posto in Via Cagliari.

M.C - La Furia Rossa

mercoledì 5 agosto 2009

Alziamo la voce contro il reato di clandestinità!

Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo:

Da sabato entrerà in vigore la razzista e barbara legge varata dal governo del neoduce Berlusconi che renderà la presenza clandestina di uno straniero in Italia reato.Ora se una donna irregolare sarà incinta avrà paura di andare a farsi curare perché la legge obbliga i medici a sporgere denuncia; ora i genitori clandestini ci penseranno due volte prima di iscrivere i loro figli nati in Italia a scuola dal momento che la stessa legge obbliga il preside a presentare denuncia.
Tutto ciò è inumano, alziamo la nostra voce, facciamo vedere che non siamo tutti d'accordo: anche se siamo la minoranza dimostriamo che non tutti gli italiani sono egoisti e crudeli.

Per questo, per martedì stiamo organizzando una marcia per le vie di Oristano, "incatenati" l'un l'altro, in solidarietà ai nostri fratelli migranti.

Proclamandoci anche noi clandestini, svolgeremo la marcia in clandestinità, senza autorizzazione da parte delle forze di polizia.

A LEGGE ANTICOSTITUZIONALE E ANTIUMANA, RISPONDIAMO CON DISOBBEDIENZA CIVILE, SECONDO GLI INSEGNAMENTI DI GANDHI, LUTHER KING e MALCOLM X!

Urliamo a gran voce NO AL RAZZISMO, urliamo a gran voce che SIAMO PER I DIRITTI UMANI, per tutti.

Le uniche bandiere ammesse saranno quelle della pace.

Per aderire e partecipare o per avere maggiori info contattaci tramite questo blog furiarossaor@gmail.com

domenica 2 agosto 2009

ONDEROCK - SIAMAGGIORE

7 Agosto 2009
Osterheads - Zero.5A - Effelle - Raw Rave groove
Siamaggiore (Or), Anfiteatro Comunale ore 21.30
Ingresso gratuito